Politica
Elezioni comunali
Il rieletto primo rivaltese ringrazia i cittadini ma non le manda a dire a chi, a suo dire, avrebbe remato contro facendo campagna per il "non voto"
25 Maggio 2026
ore
17:19
RIVALTA BORMIDA - A Rivalta Bormida come da previsioni, Claudio Pronzato , unico candidato in corsa alle Amministrative 2026. è stato rieletto sindaco del paese per il terzo mandato consecutivo. L'unica incertezza della vigilia riguardava il raggiungimento del quorum, ma la soglia minima del 40% è stata ampiamente superata. Già alle 19 di domenica 24, infatti, la percentuale dei votanti è stata del 42,5%. In tutto 661 i voti raccolti da Pronzato , sui 707 registrati (27 schede nulle e 19 bianche). "Pronti per questa nuova sfida" «Un grazie di cuore a tutti i cittadini che hanno creduto ancora una volta in me e nella nostra squadra. Questo risultato - dichiara Claudio Pronzato - dimostra che il lavoro duro e la vicinanza al proprio paese vengono sempre premiati. Questo è il riconoscimento di un gruppo che in questi anni ha lavorato instancabilmente per il bene della nostra comunità e di fiducia nei confronti dei nuovi candidati. Siamo pronti per questo nuovo mandato con la stessa passione di sempre». "Gravi atti antidemocratici" Una campagna elettorale di cui, tuttavia, il rieletto primo rivaltese stigmatizza certi comportamenti, suo dire, «gravemente antidemocratici». «I rivaltesi hanno dato una lezione di dignità costituzionale e di educazione civica a chi pensava di poter trattare il Comune come una proprietà privata», dichiara il sindaco rieletto. «Il verdetto delle urne seppellisce definitivamente la strategia del boicottaggio. Una strategia antidemocratica che assume contorni di inaudita gravità morale e politica. Da parte di alcuni c'è stato un invito a disertare le urne, compiendo così un atto politicamente indegno. Oggi, per puro rancore e invidia, hanno calpestato l' Articolo 48 della Costituzione italiana , che definisce il voto un dovere civico. Chi doveva essere un esempio di educazione civica si è trasformato nel peggior sabotatore della democrazia locale, commettendo un atto di un'irresponsabilità istituzionale senza precedenti di cui dovrebbe solo vergognarsi».