Da Terme di Acqui chiusura alla richiesta di dialogo del Comune
L'azienda ha risposto "picche" alla domanda di confronto da parte del sindaco. Rapetti: "Volevamo tendere una mano, ma la proprietà la pensa diversamente"
ACQUI TERME – Porte chiuse da Terme di Acqui Spa alla richiesta di un confronto con il Comune.
Nei giorni scorsi il sindaco Danilo Rapetti aveva chiesto all’azienda un incontro per capire le intenzioni di Alessandro Pater – dal 2016 proprietario dell’intero pacchetto di impianti e stabilimenti termali presenti in città – in merito a possibili investimenti in vista dei nuovi scenari legati alla nascita del Polo termale istituito dalla Regione e per conoscere il programma della prossima stagione di cure allo stabilimento Nuove Terme.
“Mandato ai legali per discutere delle questioni accumulate negli anni”
«Considerato il numero delle vertenze attualmente pendenti tra le parti – scrivono da Terme di Acqui Spa – un incontro diretto rischierebbe di risultare poco produttivo, se non inquadrato su presupposti rigorosamente tecnico-legali».
La proprietà delle terme è disponibile a interloquire con i vertici di Palazzo Levi solo alla presenza dei rispettivi rappresentanti legali.
Dall’azienda fanno anche riferimento al ricorso al Tar presentato da Terme di Acqui per contestare i recenti provvedimenti adottati da Regione e Provincia sul tema delle concessioni per lo sfruttamento delle risorse termali di Acqui. Il ricorso fa riferimento alla presunta «incostituzionalità della legge sulla scadenza dei termini di perpetuità delle concessioni» e al fatto che la scadenza ventennale «sia stata stabilita arbitrariamente».
Dai Pater, quindi, giunge invito al Comune di «conferire mandato ai legali per organizzare un tavolo dedicato per affrontare la complessa mole di questione accumulate negli anni».
“Argomentazioni che lasciano senza parole”
«Resto allibito e senza parole – commenta il sindaco Danilo Rapetti – perché non mi aspettavo questa chiusura da parte della famiglia Pater. Ritengo che le argomentazioni espresse abbiano poco senso. Noi abbiamo teso la mano alle Terme pensando di fare cosa buona e giusta, per avviare un dialogo costruttivo per il bene della città e dell’azienda stessa. Evidentemente la proprietà la pensa in modo diverso. Ne prendiamo atto».