Società, Sport
La storia
L'azzurra ha conquistato l’unica medaglia che le mancava e riporta l’Italia sul gradino più alto dopo 24 anni. Un trionfo che parla anche monferrino. Le parole del sindaco Astengo
13 Febbraio 2026
ore
10:28
SPIGNO MONFERRATO - Ci sono vittorie che entrano nella storia. E poi ci sono imprese che vanno oltre ogni logica, oltre ogni previsione, oltre ogni limite umano. L’oro di Federica Brignone nel SuperG alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 appartiene a questa seconda categoria. Sull’Olympia delle Tofane, la pista dove aveva già trionfato in Coppa del Mondo, la valdostana ha scritto una delle pagine più emozionanti dello sport italiano. Ha chiuso in 1’23”41, rifilando 41 centesimi a Romane Miradoli e 52 a Cornelia Huetter . Un margine netto, da campionessa vera. Un oro che mancava all’Italia nel SuperG olimpico da 24 anni. Un oro che mancava anche a lei, l’unico tassello assente in una carriera straordinaria. Il ritorno dopo l’infortunio: la forza di una campionessa La medaglia arriva 315 giorni dopo un infortunio che avrebbe potuto spezzare la carriera di chiunque. Poche gare ufficiali nelle gambe, un rientro graduale, tante incognite. E invece Federica Brignone ha dimostrato ancora una volta di avere qualcosa in più. Qualche sbavatura lungo il tracciato, qualche rischio calcolato che ha fatto trattenere il fiato a milioni di italiani. Ma la strategia ha pagato. Perché la Tigre di La Salle, quando conta davvero, sa trasformare la pressione in energia pura. Mentre diverse atlete uscivano di pista – tra cui Sofia Goggia , fino a quel momento autrice di una buona prova – Brignone è rimasta concentrata, lucida, determinata. Ed è entrata nella leggenda. Le origini a Spigno Monferrato: un legame con l’Acquese Questa vittoria non parla solo valdostano. Parla anche piemontese. Parla alessandrino. Perché Federica Brignone ha origini a Spigno Monferrato , nell’Acquese. Il nonno paterno, Renzo Brignone , era nato proprio a Spigno nel 1926, prima che la famiglia si trasferisse nel savonese negli anni Trenta. Un legame rimasto vivo nel tempo. Nel 2017 Federica visitò ufficialmente Spigno Monferrato , dove fu nominata socia onoraria della Pro Loco . Nel 2021 il Comune le conferì la cittadinanza onoraria , suggellando un rapporto che va oltre la genealogia: è un sentimento di appartenenza, di radici, di memoria familiare. Il sindaco di Spigno Monferrato, Walter Astengo , ha commentato con orgoglio. «Siamo onorati che porti in alto il nome del nostro paese. Siamo felici per la sua ripresa dopo il grave infortunio. Venne nel 2017 e chissà che questa occasione non possa essere utile a far tornare Federica Brignone a Spigno. Siamo un comune alluvionato, potrebbe essere utile anche a riaccendere i riflettori sui nostri problemi». Parole che raccontano quanto una campionessa possa diventare simbolo di un territorio . Un oro che unisce montagne e colline Federica Brignone è nata a Milano nel 1990 ed è valdostana d’adozione. Ma nel suo sangue scorre anche un pezzo di Monferrato . E in questa medaglia olimpica c’è un frammento di quelle colline, di quelle radici, di quella storia familiare. Lo sport, quando è così grande, unisce luoghi diversi: le cime innevate della Vall...