Termovalorizzatore in Valle Bormida, Ravetti (Pd): «La maggioranza scopre il problema»
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Marcello Feola   
28 Settembre 2026
ore
18:18 Logo Newsguard
Il caso

Termovalorizzatore in Valle Bormida, Ravetti (Pd): «La maggioranza scopre il problema»

Il vicepresidente del Consiglio regionale, con i colleghi Calderoni e Isnardi, interviene dopo la mozione di Claudio Sacchetto: «Il Piemonte deve avere voce in capitolo e valutare autonomamente gli impatti dell’opera»

TORINO – Il progetto del termovalorizzatore ligure e le possibili conseguenze sulla Valle Bormida piemontese tornano al centro del confronto in Consiglio regionale. I consiglieri del Partito Democratico Mauro Calderoni, Fabio Isnardi e Domenico Ravetti intervengono dopo la mozione presentata dal consigliere di maggioranza Claudio Sacchetto.

«Buongiorno, principessa. Ora che anche un consigliere della maggioranza regionale riconosce che il progetto del termovalorizzatore ligure riguarda direttamente il Piemonte, forse possiamo finalmente parlare seriamente della Valle Bormida», affermano i tre esponenti dem.

La Regione Liguria ha effettivamente avviato il percorso per realizzare un impianto destinato alla chiusura del ciclo dei rifiuti, con una capacità minima prevista di 220mila tonnellate all’anno. Tra le aree prese in considerazione nel dibattito sulla localizzazione è comparsa anche quella dell’ex Acna di Cengio, a ridosso del territorio piemontese.

Il Pd: «La questione non nasce oggi»

Calderoni, Isnardi e Ravetti ricordano di essersi già occupati nei mesi scorsi delle possibili ripercussioni ambientali, viabilistiche e socioeconomiche dell’impianto sui Comuni piemontesi della Valle Bormida.

In particolare, il 6 luglio 2026 Ravetti ha presentato come primo firmatario un ordine del giorno, sottoscritto anche da Isnardi e Calderoni, dal titolo “Azioni di tutela del territorio piemontese della Valle Bormida: contrasto all’ipotesi di termovalorizzatore presso l’Alta Valle Bormida a salvaguardia del rilancio turistico e ambientale dell’area”. L’atto risulta al momento non votato.

La questione era comunque già arrivata ufficialmente in Consiglio regionale a giugno attraverso un’interrogazione del consigliere della Lega Fabio Carosso, dedicata proprio all’ipotesi di localizzazione presso il sito ex Acna di Cengio e alle conseguenze per il territorio piemontese.

«Adesso dalle parole bisogna passare ai fatti»

I tre consiglieri del Pd accolgono quindi favorevolmente l’iniziativa di Sacchetto, pur chiedendo alla maggioranza di assumere impegni più precisi. «Una mozione che chiede di approfondire gli impatti e di coinvolgere il Piemonte non equivale ancora a una contrarietà all’impianto. Per questo aspettiamo di vedere quali saranno gli impegni concreti che la maggioranza sarà disposta ad assumere in Consiglio regionale».

Per Calderoni, Isnardi e Ravetti il Piemonte dovrebbe essere coinvolto nelle valutazioni e poter approfondire autonomamente le possibili conseguenze ambientali, sanitarie, viabilistiche ed economiche dell’opera sui territori confinanti.

«Sono mesi che parliamo della Valle Bormida. Abbiamo presentato atti, sollevato il problema e chiesto alla Regione Piemonte di intervenire. Oggi scopriamo che il problema esiste anche per la maggioranza. Meglio tardi che mai», concludono i consiglieri, riprendendo ironicamente: «Buongiorno, principessa!».

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