Acqui Terme, “No” alla realizzazione del termovalorizzatore
Politica
Gian Luca Ferrise  
17 Agosto 2026
ore
10:56 Logo Newsguard
Nel sito dell’ex Acna di Cengio

Acqui Terme, “No” alla realizzazione del termovalorizzatore

Alzata di scudi in Valle Bormida

Acqui Terme – Con un volantino a due facciate l’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida ribadisce il proprio “NO” alla realizzazione del termovalorizzatore nell’area dell’ex Acna di Cengio. Il volantino che riporta il logo Valle Bormida Pulita è indirizzato agli abitanti di Cengio.

 

La tesi centrale del documento

Secondo l’associazione, l’area dell’ex Acna non è stata mai bonifica completamente come sarebbe dovuto avvenire, ma si è trattato solamente di una messa in sicurezza permanente del sito. La bonifica totale avrebbe quindi previsto la rimozione completa e definitiva dei contaminanti dal suolo e dalle falde. Invece, la messa in sicurezza permanente, si è limitata all’isolamento delle sostanze tossiche presenti attraverso barriere fisiche e contenimenti, mentre i materiali contaminati continuano a permanere in loco.

 

Sostanze fuori dalle barriere?

L’associazione ritiene che vi sia la presenza di sostanze chimiche inquinanti all’esterno del diaframma e delle barriere contenitive in base a riscontri tecnici ufficiali. Vi è poi il rischio del percolato in quanto sempre secondo gli estensori del documento nessun muro sotterraneo costituirebbe un sigillo ermetico perpetuo, tenuto conto che le infiltrazioni d’acqua associate alla pressione idrostatica della falda costituirebbero una minaccia costante per il fiume Bormida.

 

I pozzi d’ispezione

Un ulteriore punto del documento è dedicato alla cosiddetta “Area Merlo”. Nei pozzi di ispezione esterni verrebbero rilevati da anni inquinanti chimici, situazione evidentemente incompatibile con il perfetto funzionamento delle barriere.

 

L’Area A2

Tale area mostrerebbe criticità legate a periodici “riaffioramenti”. Sul fronte idraulico il volantino indica studi dell’Autorità di Bacino del Po, secondo cui un’esondazione del Bormida potrebbe spingere la massa d’acqua fino al piazzale della portineria. Inoltre, la cartografia del Geoportale della Regione Liguria, evidenzierebbe un movimento franoso sulla sponda opposta all’ex-Acna.                                                                 Un eventuale cedimento del versante potrebbe ostruire o deviare il fiume indirizzandolo verso il sito.

 

L’inidoneità del sito per il termovalorizzatore

Alla luce di tutto questo, l’associazione ritiene che il sito sia inidoneo ad ospitare il futuro termovalorizzatore che dovrà servire la città di Genova e parte della Liguria.

 

Le altre aree ritenute idonee

Le altre aree ritenute idonee sarebbero quella di Scarpino e la Valle Scrivia genovese, la zona di Vado Ligure – Quiliano, Cairo Montenotte oltre a Cengio. La partita resta comunque aperta in attesa della scelta definitiva da parte della commissione tecnica incaricata dall’agenzia regionale ligure per i rifiuti.

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