Acqui Terme, una Docg per il Dolcetto d’Acqui?
Importante riconoscimento per il territorio
Acqui Terme – Ormai i tempi per il riconoscimento delle Docg per il Dolcetto d’Acqui sono maturi. Un riconoscimento che molti attendono da anni, tenuto conto che il Dolcetto d’Ovada lo ha ottenuto nel 2008 ed ha rappresentato un vero e proprio volano economico per tutto il territorio di produzione.
Il Dolcetto d’Acqui Doc
Ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Dolcetto al 100%, viene prodotto nel territorio dei Comuni di Acqui Terme, Alice Bel Colle, Ricaldone, Cassine, Strevi, Rivalta Bormida, Castelnuovo Bormida, Sezzadio, Terzo, Bistagno, Ponti, Castelletto d’Erro, Denice, Montechiaro, Spigno Monferrato, Cartosio, Ponzone, Morbello, Grognardo, Cavatore, Melazzo, Visone, Orsara Bormida.
La vinificazione
Le operazioni di vinificazione, nonché quelle di invecchiamento, devono essere effettuate nell’interoterritorio delle province di: Asti, Alessandria, Cuneo, Torino, Genova e Savona. La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70 %.
Le caratteristiche
Il colore è rosso rubino intenso con tendenza al rosso mattone con l’invecchiamento. L’odore è vinoso, attenuato, caratteristico, mentre il sapore è asciutto, morbido, gradevolmente mandorlato o amarognolo.
La storia
I primi documenti relativi al Dolcetto risalgono alla fine del ’700, quando nelle “Istituzioni” del Conte Nuvolone, vicedirettore della Società agraria di Torino, si parlava di un vino denominato “Dosset”, chiamato così perché il vitigno Dolcetto cresce bene sui “dossi”, o “duset” in piemontese.
Non è un vino dolce nonostante il nome
Il “Dolcetto” è ritenuto dolce dai profani, mentre si tratta di un vino assolutamente secco e con sapore leggermente amarognolo; in realtà è l’uva da cui deriva ad essere molto dolce, tanto da essere stata apprezzata in passato come ottima uva da tavola. Per anni è stato considerato un vitigno dal quale si ottenevano vini poco alcolici e da bere giovani, senza molto corpo, cosa che negli ultimi anni è cambiata. E’ sempre stato il vino di tutti i giorni ma oggi con le tecniche di coltivazione e produzione la qualità ne ha beneficiato in modo sostanziale.