Flash mob per la piscina: “Anche le politica locale è colpevole”
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Alessandro Francini  
7 Luglio 2026
ore
12:45 Logo Newsguard
Acqui Terme

Flash mob per la piscina: “Anche le politica locale è colpevole”

Sabato 4 il sit-in di protesta organizzato dal circolo di Sinistra Italiana Avs. Tiepida la risposta della città. "Basta prendere in giro gli acquesi: la piscina sia una priorità"

ACQUI TERME – Ci si attendeva una partecipazione quantomeno più nutrita da parte della cittadinanza acquese al sit-in organizzato alle 18 di sabato 4 di fronte ai cancelli della piscina monumentale di Acqui Terme dal circolo locale di Sinistra Italiana Avs. Un’iniziativa pensata per mantenere accesi i riflettori sullo stato di abbandono dell’impianto che perdura da ormai sei anni, che ha raccolto l’adesione di una cinquantina di persone.

«Siamo qui oggi – ha dichiarato Francesca Benzi del circolo termale di Sinistra Italiana Avs – per dire che si poteva e si doveva fare qualcosa in più per salvare la piscina di Acqui, e che i soggetti coinvolti, sia pubblici che privati, in questi anni non hanno fatto nulla. Sin dal 2016 l’atteggiamento non solo della proprietà delle Terme ma anche dei politici coinvolti è stato ambiguo e bipolare. Ogni anno fanno proclami, ma senza mai entrare nel concreto».

“A Ovada il Comune c’è riuscito”

Dal circolo di Sinistra Italiana Avs piovono forti critiche sull’operato della giunta guidata dal sindaco Danilo Rapetti: «Per avere i fondi necessari alla ristrutturazioni bisogna vincere bandi e accedere a mutui agevolati. Si può fare? Assolutamente sì. Ci sono esempi – sottolinea Francesca Benzi – anche vicini a noi di investimenti riusciti, come ad esempio la piscina del centro sportivo ‘Geirino’ di Ovada, struttura tornata al Comune nel 2023 e riqualificata con un investimento pubblico di 1,6 milioni di euro. Come hanno fatto? Con una strategia mirata e sfruttando un mutuo vantaggioso per gli impianti sportivi. A Mondovì, invece, la piscina è stata ristrutturata nel 2022 con un bando vinto da quasi 3 milioni di euro. E pensare che la società che si è occupata del rilancio della piscina di Mondovì è acquese (Astema, ndr). In questo caso non c’entrano i problemi delle Terme, una piscina è una piscina: se rende si apre».

“L’esproprio si fa quando si ha un progetto”

Lo “j’accuse” degli organizzatori della manifestazione tira in ballo anche la raccolta firme con cui il Partito Socialista acquese chiede al sindaco Danilo Rapetti di valutare un’azione legale e amministrativa per l’esproprio dell’impianto per pubblica utilità. «Esponente di spicco del Psi acquese l’assessore comunale Michele Gallizzi, quindi il Psi è un partito in giunta. Ci chiediamo a questo punto se il politico e il privati cittadino Gallizzi siano la stessa persona, perché altrimenti non si spiega questa situazione. A ogni modo – continuano dal circolo di Sinistra Italiana Avs – noi crediamo che l’esproprio si possa ordinare quando si ha un progetto finanziato, non per dispetto. Un’amministrazione seria non prende in giro la cittadinanza, ma si impegna per individuare i fondi per riattivare la piscina, con o senza il privato. Per Acqui la piscina è una priorità».

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