“Alessandria: Case e Ospedali della Comunità, il tempo è scaduto”
Società
Marcella Ilardo  
5 Luglio 2026
ore
17:38 Logo Newsguard
L'allarme

“Alessandria: Case e Ospedali della Comunità, il tempo è scaduto”

Costantino (Fp Cgil) critica lo stato di attuazione della sanità territoriale: «Meno del 4% delle Case della Comunità è pienamente operativo. Servono assunzioni, organici adeguati e una programmazione seria»

ALESSANDRIA – Fp Cgil di Alessandria lancia un duro monito sul futuro delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità. A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno, una delle tappe più significative del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la sanità territoriale. A intervenire è Vincenzo Costantino, componente della segreteria provinciale della Funzione Pubblica Cgil con delega alla sanità pubblica. Secondo il quale il vero problema non è più la realizzazione delle strutture, ma la loro effettiva capacità di funzionare.

Secondo i dati riportati dal sindacato, sulle 1.715 Case della Comunità previste dal Pnrr, 781 hanno attivato almeno un servizio. Ma soltanto 66 risultano pienamente operative, cioè dotate di tutti i servizi e del personale previsto dal Decreto ministeriale 77. Una percentuale che, osserva Costantino, equivale a meno del 4% del totale programmato. Anche gli Ospedali di Comunità presenterebbero criticità analoghe: su 594 strutture previste, soltanto 163 risultano attive e appena 119 rispettano gli standard di personale stabiliti dalla normativa.

«Il problema è la carenza di personale»

Per la Fp Cgil il nodo centrale resta quello degli organici. «Non basta costruire o ristrutturare gli edifici – sostiene Costantino –. Mancano medici, infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali e personale amministrativo. Senza queste professionalità le nuove strutture rischiano di trasformarsi in semplici contenitori vuoti».

Il sindacato richiama anche la situazione della provincia di Alessandria. Dove, secondo la Cgil, gli ospedali continuano a operare con organici ridotti, reparti in sofferenza e turni di lavoro particolarmente gravosi. Una condizione che, ricorda Costantino, ha portato recentemente la Fp Cgil a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Segnalando gravi carenze di personale, possibili violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro e rischi per pazienti e operatori.

«Non si può spostare il problema»

La critica riguarda anche il modello organizzativo adottato in alcuni territori. «In Piemonte – afferma Costantino – si continua a inaugurare nuove sedi. Mentre il personale viene sottratto ai reparti ospedalieri già in difficoltà per essere trasferito nelle strutture territoriali. Non si può semplicemente spostare il problema da una parte all’altra».

Per il sindacalista servono invece un piano straordinario di assunzioni, una valorizzazione economica e professionale del personale sanitario, migliori condizioni di lavoro e una programmazione capace di rendere nuovamente attrattivo il Servizio sanitario nazionale.

«Servizi reali, non solo edifici»

La Fp Cgil conclude ribadendo che cittadini e operatori chiedono servizi realmente funzionanti. «Le Case e gli Ospedali della Comunità possono diventare il pilastro della sanità territoriale e un supporto fondamentale anche per le Rsa – conclude Costantino –. Ma solo se saranno dotati del personale necessario. Diversamente resteranno un’occasione mancata, pagata ancora una volta dai lavoratori e dai cittadini».

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