Emporio solidale di Acqui: in aumento i numeri di un’emergenza
L'Emporio solidale di via Nizza 32 ad Acqui Terme
Società
Alessandro Francini  
30 Marzo 2026
ore
16:38 Logo Newsguard
Acqui Terme

Emporio solidale di Acqui: in aumento i numeri di un’emergenza

Nell’arco di un anno le famiglie sono aumentate del 26%. «Nel ’25 distribuiti 11 tonnellate di pasta, 11mila litri di latte e più di 8mila chili di legumi»

ACQUI TERME – L’Emporio solidale di via Nizza 32 è uno dei servizi offerti dal Centro di ascolto diocesano di Acqui Terme alle persone che vivono situazioni di precarietà economica e sociale. Un punto di riferimento per i nuclei familiari a cui occorre un aiuto per la spesa mensile.

I numeri registrati dall’Emporio solidale sono in continua crescita, a testimonianza di una situazione che anche sul territorio acquese vede aumentare le emergenze in ambito socio-assistenziali.

Quasi 900 persone

I dati del 2025 dicono che nel giro di un anno sono aumentati all’incirca del 26% i nuclei familiari a cui sono stati forniti beni di prima necessità (alimenti, prodotti per la casa e di igiene intima): dai 273 di fine 2024 ai 345 accertati al 31 dicembre 2025, per un totale di 898 persone e 2.646 accessi.

«Per fare solo alcuni esempi – spiega Maria Grazia Rota, responsabile del Centro di ascolto di Acqui Terme – lo scorso anno abbiamo distribuito 11 tonnellate di paste, 8 mila scatole di legumi e 11 mila litri di latte a lunga conservazione. Da quando abbiamo aperto l’emporio i bisogni sono in costante aumento, e i numeri parlano chiaro».

I nuclei più numerosi sono quelli composti da quattro o più persone, «poi seguono quelli con un unico componente. In genere si tratta di anziani o persone rimaste sole dopo la morte dei genitori e senza un’occupazione». Il “potere di acquisto” si basa su un sistema a punti: «Ogni mese – sottolinea la referente del Centro di Ascolto – assegniamo una certa quantità di punti a ogni nucleo, e a ogni prodotto corrisponde un tot di punti. All’inizio di ogni mese si ricomincia dal punteggio massimo disponibile».

Aiuti anche per l’Asca

Gli alimenti in vendita all’emporio in parte arrivano dal Banco Alimentare, «ma in buona parte gli scaffali vengono riempiti grazie a donazioni di ditte esterne e ai contribuiti raccolti da Fondazione Aurora Onlus, Fondazione San Paolo e con i fondi dell’otto per mille della Caritas e della Diocesi. Senza dimenticare le raccolte alimentari della Croce Rossa e dei Lions Club». In media ogni mese l’Emporio solidale distribuisce generi di prima necessità per un valore di circa 9-10 mila euro. Nel 2025 i generi alimentari sono stati destinati anche a 23 persone in condizioni di disagio socio-economico nell’ambito del progetto “Stazione di posta” avviato da Asca.

Nei due giorni di apertura, il martedì e giovedì dalle 9 alle 11, all’Emporio si registrano dai 20 ai 30 accessi giornalieri. I «clienti» del negozio solidale sono per il 57% stranieri, ma gli italiani aumentano di anno in anno. «Ogni mese vengono assegnati un “tot” di punti per gli acquisti dei vari prodotti».

 

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