Liste d’attesa, Ravetti (Pd): “Su dati e criteri serve trasparenza”
Discussa in Consiglio regionale l’interrogazione del vicepresidente: «Risposte non esaustive, procederemo con nuovi accessi agli atti»
TORINO – Il tema delle liste d’attesa torna al centro del confronto in Consiglio regionale. Dopo la discussione della sua interrogazione, il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Domenico Ravetti (Pd) si dichiara “insoddisfatto” delle risposte fornite dall’assessore Riboldi.
«Se esiste una palese difformità tra le prestazioni aggiuntive extra orario erogate dall’Asl di Alessandria rispetto a tutte le altre aziende sanitarie regionali – afferma Ravetti – il dubbio è che siano stati utilizzati criteri differenti. La sproporzione emersa dall’analisi comparativa fa pensare più a propaganda che a una reale soluzione del problema dei tempi di attesa».
Secondo Ravetti, restano aperti diversi interrogativi. Se i criteri adottati in Piemonte sono «certi, omogenei, confrontabili e verificabili», come spiegare la disparità nei dati? Le scelte sono state autonome o su indicazione dell’Assessorato?
Il vicepresidente evidenzia inoltre che, delle 44.430 prestazioni aggiuntive dichiarate, solo 10.309 riguarderebbero il Piano Nazionale Governo Liste d’Attesa (Pngla), mentre 34.121 non rientrerebbero nel monitoraggio nazionale. «Si sono realmente ridotti i tempi di attesa sulle 69 prestazioni monitorate dal Piano?», chiede Ravetti. Sottolineando la necessità di dati chiari e verificabili.
Annunciati nuovi accessi agli atti
«Il governo delle liste di attesa non può essere ridotto a una lettura semplicistica dei numeri – conclude –. I numeri devono essere certi e raccolti con gli stessi criteri. Altrimenti restano solo parole».
Il Partito Democratico annuncia quindi nuovi accessi agli atti. Anche rispetto alle altre aziende sanitarie piemontesi, per verificare modalità e criteri di raccolta dei dati.