Buzzi Langhi e Roso (Fi): “Solidarietà ai lavoratori delle Terme, serve un impegno immediato per tornare alla normalità”
Dopo i licenziamenti senza preavviso, Regione e istituzioni chiamate a intervenire. «I posti di lavoro non si discutono, si tutelano», il messaggio condiviso
ACQUI TERME – Sulla vicenda delle Terme di Acqui intervengono congiuntamente, per Forza italia, il consigliere regionale Davide Buzzi Langhi e il consigliere comunale Franca Roso. Esprimendo “piena solidarietà ai lavoratori coinvolti nei recenti licenziamenti e chiedendo un impegno forte e immediato di tutte le istituzioni per riportare la situazione alla normalità”.
«Ogni volta che vengono messi in discussione dei posti di lavoro – sottolinea Buzzi Langhi – la politica deve intervenire immediatamente per tutelare nel migliore dei modi le persone coinvolte. Licenziare senza alcun preavviso è un gesto da condannare con forza». L’esponente regionale spiega di essersi confrontato fin da subito con Franca Roso, consigliera comunale di Acqui Terme e Presidente nazionale dell’Associazione dei Comuni Termali, «che ha una grande esperienza sulla materia».
Buzzi Langhi ribadisce il ruolo della Regione. «Il Piemonte sarà anche questa volta al fianco di chi rischia il posto di lavoro. In passato il presidente Alberto Cirio ha sempre garantito ampia disponibilità ad affrontare il problema delle Terme di Acqui. Sono convinto che in questo caso la politica tutta farà la sua parte, al di là del colore politico, nel pieno interesse dei dipendenti e della città».
“Piena solidarietà”
Parole di forte preoccupazione arrivano anche da Franca Roso, che mette al centro la condizione dei lavoratori. «Esprimo la mia piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori delle Terme di Acqui coinvolti nei recenti licenziamenti. Non esistono parole di conforto sufficienti per chi, dopo anni di incertezze e sacrifici, oggi si trova a subirne le conseguenze più gravi».
Roso ricorda come la crisi non sia improvvisa: «La mia preoccupazione sulla vicenda termale non nasce oggi. Da anni ritengo che nei confronti dell’attuale proprietà sarebbe stata necessaria una posizione più decisa. Invece le Terme sono rimaste in una condizione di precarietà continua, con aperture saltuarie e senza una reale prospettiva di rilancio».
Un limbo che, secondo la presidente dei Comuni termali, ha avuto un costo umano altissimo. «I dipendenti sono stati per anni tenuti in sospeso, senza certezze sul futuro, e di fatto le Terme non hanno mai funzionato in modo stabile».