Politica
Il commento
"La norma inserita nella Legge di Bilancio 2026 supera il vincolo del non lucro e apre a investimenti, sviluppo economico e gestione sostenibile della fauna. In provincia di Alessandria un’opportunità concreta dopo i danni della peste suina africana"
2 Gennaio 2026
ore
16:15
TORINO - L’equiparazione delle aziende faunistico-venatorie alle imprese agricole , prevista dalla Legge di Bilancio 2026 , segna un passaggio storico per il settore. Il superamento del vincolo di “non lucro” consente a queste realtà di operare con maggiore certezza giuridica e fiscale. Favorendo investimenti, multifunzionalità agricola e una gestione moderna e sostenibile della fauna selvatica. "Una misura - commenta il consigliere regionale Marco Protopapa (Lega) - che assume un rilievo particolare per i territori rurali e le aree interne, dove le aziende faunistico-venatorie svolgono da anni un ruolo di presidio ambientale, equilibrio faunistico e tutela del territorio". Un’opportunità concreta per il territorio alessandrino In provincia di Alessandria la nuova normativa rappresenta uno strumento concreto di rilancio. "Negli ultimi anni, infatti, molte aziende faunistico-venatorie hanno subito gravi danni legati alla diffusione della peste suina africana , con pesanti ricadute economiche e gestionali. L’equiparazione alle imprese agricole offre ora la possibilità di riorganizzare le attività e riprogrammare gli investimenti. E, anche, tornare a svolgere un ruolo attivo nella gestione del territorio". «Si tratta di un passaggio fondamentale - prosegue - perché riconosce finalmente il ruolo economico, ambientale e territoriale delle aziende faunistico-venatorie. Che da anni svolgono un lavoro prezioso di presidio del territorio e di equilibrio faunistico». Il lavoro avviato in Piemonte sulla filiera della selvaggina La svolta nazionale si inserisce in un percorso che in alcune Regioni era già stato avviato. «Quando ero assessore – prosegue Protopapa – abbiamo scelto di affrontare il tema della fauna selvatica non solo come emergenza, ma come opportunità . La selvaggina, se gestita correttamente, può diventare una risorsa economica, alimentare e ambientale per i territori». Tra le azioni avviate nella precedente legislatura figuravano progetti sperimentali per una filiera di qualità delle carni di selvaggina. Basata su tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria , valorizzazione delle carni provenienti da animali in libertà, formazione specifica per cacciatori e operatori , coinvolgimento della ristorazione e del mercato e riduzione dei danni alle colture agricole. Valore economico, tutela ambientale e riduzione dei costi pubblici «L’obiettivo era duplice – sottolinea Protopapa –. Da un lato garantire sicurezza e qualità al consumatore, dall’altro dare valore al lavoro di chi opera sul territorio. Riducendo al contempo i danni all’agricoltura e gli ingenti risarcimenti a carico della Regione e quindi dei contribuenti».