Società
Acqui Terme
Martedì 20 si è svolto il convegno informativo organizzato da Cittadinanzattiva sui rischi naturali sul territorio e sulla consapevolezza territoriale
22 Gennaio 2026
ore
17:10
ACQUI TERME - Nella serata di martedì 20 si è svolto ad Acqui Terme il convegno dedicato alla conoscenza dei rischi naturali del territorio , organizzato da Cittadinanzattiva nell'ambito del progetto "Sicuri insieme". Una occasione di approfondimento e confronto che ha unito cittadinanza attiva, analisi storica e rigore scientifico, con particolare attenzione agli eventi alluvionali e franosi che hanno interessato la città negli ultimi 500 anni. Ad aprire il convegno è stato Giorgio Pizzorni , delegato di Cittadinanzattiva – Acqui Terme e referente del progetto “Sicuri Insieme”, che ha sottolineato «l’importanza della partecipazione dei cittadini nei percorsi di informazione, prevenzione e sicurezza», evidenziando come «la consapevolezza del territorio rappresenti un elemento fondamentale per la tutela collettiva». È seguito poi l’intervento di Lorenzo Torielli , presidente della Protezione Civile di Acqui Terme , che ha presentato una ricostruzione storica documentata degli eventi naturali che, dal Settecento a oggi, hanno segnato Acqui Terme e il suo territorio. L’analisi ha messo in luce «il valore della memoria storica come strumento indispensabile per comprendere la vulnerabilità del territorio e rafforzare una solida cultura della prevenzione». Ha chiuso il convengo il contributo del geologo Marco Orsi con una lettura scientifica della geologia locale, sfatando il mito del "presunto vulcano di Acqui Terme". L'intervento del geologo Marco Orsi ha permesso di distinguere tra fenomeni naturali reali e narrazioni errate, fornendo ai presenti informazioni chiare, corrette e basate su dati scientifici. «Il convegno - fanno sapere gli organizzatori - si è confermato come un momento di educazione alla consapevolezza territoriale, rivolto a cittadini, studenti e amministratori, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza in responsabilità condivisa e di rafforzare il dialogo tra esperti e comunità locale».