Cronaca
Il caso
Dopo il rinvio dell’udienza di ieri per l’assenza di un consulente, la Corte d’Assise ha rinviato al 5 giugno. Si sta dibattendo sul conflitto a fuoco del giugno 1975. Imputati gli ex brigatisti Azzolini, Moretti e Curcio. Il figlio del carabiniere ucciso Giovanni D’Alfonso: «Serve chiarezza su quella tragedia»
27 Maggio 2026
ore
20:19
ALESSANDRIA - Qual è la verità sulla sparatoria alla Cascina Spiotta? Il caso è arrivato con mezzo secolo di ritardo davanti alla Corte d'Assise di Alessandria , presieduta dal giudice Paolo Bargero . Dopo il rinvio dell’udienza di ieri, slittata per l’assenza di uno dei consulenti, si torna in aula il prossimo 5 giugno. Si sta dibattendo su uno degli episodi oscuri degli anni di piombo. Il conflitto a fuoco del 5 giugno 1975 alla Cascina Spiotta di Melazzo, teatro della morte dell’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e della brigatista Mara Cagol. Davanti alla Corte tre figure storiche delle Brigate Rosse: Lauro Azzolini, difeso dall’avvocato Davide Steccanella; Mario Moretti , assistito da Francesco Romeo; Renato Curcio , rappresentato da Vainer Burani. A presiedere la Corte è il giudice Paolo Bargero. Al centro del procedimento c’è la ricostruzione di quanto accadde nella cascina che le Br utilizzavano come base per tenere nascosto l’industriale vinicolo Vittorio Vallarino Gancia , sequestrato pochi giorni prima. In quel casolare, durante il blitz dei carabinieri, esplose il conflitto a fuoco che costò la vita all’appuntato Giovanni D’Alfonso, raggiunto da due colpi di pistola. «Chiediamo verità», aveva ribadito Bruno D’Alfonso , figlio del militare ucciso, parte civile nel processo attraverso l’avvocato alessandrino Sergio Favretto . Una richiesta che attraversa cinquant’anni di domande, molte rimaste senza risposta. Saranno i giudici alessandrini a dover ricostruire una delle pagine più drammatiche della lotta armata in Italia. Il processo si avvia alle battute finali: il 19 giugno è prevista la requisitoria dei Pm, parleranno anche gli avvocati delle parti civili. Il 23 giugno toccherà poi alle difese degli imputati spiegare la loro verità, il 7 luglio potrebbe essere il giorno della sentenza. La delusione di Bruno D'Alfonso "Finalmente si arriva alla conclusione del processo . Sono un po' deluso dall'intervento della scorsa udienza di Lauro Azzolini - spiega il figlio del militare ucciso alla Spiotta -. Il suo intervento non ha portato a nulla rispetto a ciò che è già emerso durante il procedimento". Bruno D'Alfonso vuole sapere chi ha ucciso suo padre quel 5 giugno 1975. " Fu un'esecuzione - sottolinea -. Era a terra, ferito e con l'arma scarica. Poi è stato finito con un colpo alla testa...".