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La proposta di legge di Ravetti (Pd). Una figura fondamentale a tutela del "mondo scolastico", famiglie comprese
16 Febbraio 2026
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17:00
ALESSANDRIA - Un infermiere ogni 3.000 studenti. E' questo il senso di una proposta di legge del Pd regionale, che sta trovando consensi anche nella maggioranza. Se n'è parlato oggi in conferenza stampa, con il vicepresidente del Consiglio, Domenico Ravetti, Maddalena Griva (responsabile Scuola del Pd) e il segretario provinciale 'dem', Giorgio Laguzzi , alla presenza di sindacati e rappresentanti dell'Ordine delle professioni infermieristiche. L'idea è quella di valorizzare e promuovere l’attività dell’Infermiere di Famiglia e Comunità all’interno degli istituti scolastici di ogni ordine e grado così da tutelare la salute e garantire il benessere della popolazione scolastica. Infermiere, i perché Ravetti, primo firmatario del testo, spiega: "L’infermiere scolastico è già previsto dal recente Piano socio sanitario regionale ed è stato introdotto grazie ad un mio emendamento presentato e votato all’unanimità. L’Infermiere di Famiglia e Comunità, oltre all’assistenza tempestiva nelle emergenze , deve collaborare con i docenti, il personale Ata e le famiglie, ha un ruolo continuativo di coordinamento e di relazione con tutte queste figure, proprio perché opera al servizio della comunità scolastica al fine di garantire il benessere complessivo, la sicurezza e la salute ambientale. Con una particolare attenzione ai soggetti più fragili e vulnerabili, favorendo l’inclusione e l’integrazione degli studenti con disabilità o patologie croniche. Un’attività che deve svolgere in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta e i servizi sociali". Incontro con Riboldi L'iter è ancora lungo, ma Ravetti è ottimista. "Ho parlato stamani con l'assessore alla Sanità, Federico Riboldi , e mi è sembrato propenso a sostenere l'iniziativa. Immagino che ci vorrà un po' per avere un infermiere ogni 3.000 studenti, ma sarebbe già importante se, per l'anno scolastico 2026-2027, questa figura entrasse in funzione almeno in via sperimentale". Possibilmente, come ha aggiunto Marilena Griva, " senza dimenticare le scuole periferiche o di quelle zone che sono svantaggiate" Nessun problema per finanziare l'iniziativa, perché, aggiunge Ravetti, "si andrebbe a pescare da un fondo già destinato al "fabbisogno del personale" . Si ipotizza una spesa di un milione di euro all'anno. Il vicepresidente del Consiglio illustra al 'Piccolo' la filosofia dell'iniziativa.