Martedì 24 Novembre 2020

Territorio

Acqui e Alice unite da un acquedotto, fognature e una pista ciclopedonale

Protocollo di intesa per la realizzazione di un progetto infrastrutturale dalle diverse funzionalità

Acqui e Alice unite da un acquedotto, fognature e una pista ciclopedonale

ACQUI TERME - In un periodo di penuria di risorse, fare sinergia è l’unica soluzione per realizzare opere dal costo tutt’altro che esiguo. E’ quello che stanno facendo i comuni di Acqui Terme ed Alice Bel Colle in sinergia con enti pubblici e privati, Amag, Ato e Provincia di Alessandria.  Giovedì 5 settembre, presso Palazzo Levi, verrà infatti firmato un protocollo di intesa per la realizzazione di un progetto infrastrutturale dalle diverse funzionalità. «L’idea è quella di costruire un acquedotto che colleghi Alice al ‘Tubone’ di Predosa – ci ha spigato il sindaco Gianfranco Martino – Per noi non vuol dire rinunciare a quello esistente del ramo Cassine-Ricaldone, ma godere, nei momenti di maggiore difficoltà, di ulteriori risorse idriche».

Il progetto, ammesso dal Ministero per un milione di euro (in attesa dei provvedimenti di esecuzione), godrà di fondi provenienti dagli altri partner, ognuno secondo capacità. L’opera avrà anche cura di irreggimentare le acque reflue del circondario alicese da convogliarle verso il depuratore di Acqui. «Anche questa rete sarebbe in aggiunta a quella esistente e funzionante, un supporto al sistema nei momenti di maggiori flussi» precisa.

Nel maxi progetto c’è anche un’idea di valorizzazione turistica. «I due comuni verranno uniti da una pista ciclo-pedonale che in pratica ripercorrerà il tracciato del Rio Medrio – ha spiegato Martino – Il percorso, che attraverserà una zona naturalisticamente interessante, per Alice è molto importante perché porterà alla riqualificazione della zona Vallerana e della stazione ferroviaria poste nella parte piana del paese». Per Acqui Terme, invece, potrebbe costituire un nuovo collegamento di ‘slow tourism’, obiettivo dell’amministrazione grillina, che aprirà l’offerta staziella verso le colline ‘core zone’ Patrimonio dell’Unesco.

 

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