Mercoledì 01 Dicembre 2021

Acqui Terme

Il turismo acquese visto da tassisti e noleggiatori: "Siamo isolati"

Intervista a Valter Perelli e Riccardo Cavanna

Per l’estate l’Unsic sceglie la città bollente

ACQUI TERME - I tassisti e i noleggiatori di mezzi con conducente sono testimoni dell’evoluzione turistica cittadina. La memoria di Valter Perelli corre a dieci anni fa quando è sceso dal bus per salire su un taxi: «Eravamo 14 – ricorda – Un via vai dalla stazione: i turisti delle terme arrivavano con treni e bus. Allora sì che c’erano i collegamenti! Numerose corse in treno dirette da Genova e Torino; due corse al giorno in pullman da e per il capoluogo piemontese. Ben tre corse da e per Milano. Erano molte le coppie di anziani o i gruppi che venivano a trascorrere una settimana o più ad Acqui per fare le cure termali. Ci chiamavano per gli spostamenti tra stazione, albergo e stabilimenti».

Ed oggi? «Non c’è più nulla. Siamo solo in due e se dovessimo aspettare alla stazione, riusciremmo (se fortunati) a fare tre corse al giorno (che poi con la tariffa fissa a 7 euro, il conto è presto fatto) – risponde - Non ci sono più linee dirette a Torino e Milano, né col treno né con bus e d’estate, nel periodo turistico più attivo per l’Acquese, vengono soppresse anche le corse ordinarie. Poi ci sono le illogicità: per andare a Torino bisogna cambiare treno ad Asti e le persone anziane, clienti tipo dei fanghi, patiscono il ‘sali e scendi’ dai vagoni».

Con le terme al lumicino quali sono i vostri clienti? «Lavoriamo con turisti del nord Europa che frequentano agriturismi e B&b aperti da connazionali che hanno ristrutturato vecchie cascine – spiega – D’inverno abbiamo i clienti abituali, persone che conosciamo e devono andare a fare una visita medica, una commissione o a trovare un parente. Dalla stazione non arriva più nessuno. Non siamo mai stati così isolati. Anche le strade sono in condizioni indecenti. Per andare ad Alessandria un tempo ci voleva mezz’ora; ora tra aumento del traffico, asfalto tappezzato di buche e nuovi limiti di velocità, circa un'ora. Peggio se si deve andare verso la Liguria: tra frane e deviazioni sai quando parti e non sai quando arrivi».

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