Domenica 28 Novembre 2021

Sanità

Acqui-Ovada: i numeri della corsa al Green-pass

Intervista alla referente Claudia Grillo

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Il Movicentro di Acqui Terme, hub vaccinale

ACQUI TERME - Gli accessi erano in forte calo al punto che nel Distretto Asl Acqui-Ovada si stava pensando di chiudere gli hub vaccinali per alcune giornate la settimana. Poi le disposizioni estive sul Green-Pass per accedere a locali e servizi pare abbia riacceso l’interesse dei pazienti. Ne abbiamo parlato con Claudia Grillo, referente per la campagna vaccinale del Distretto.

Palestre, ristoranti e lavoro hanno convinto di più della campagna di sensibilizzazione?
Pare proprio di sì. Ho elaborato i dati relativi ai mesi più recenti relativamente alla prima vaccinazione, quindi a soggetti appartenenti a categorie già convocate precedentemente ma che non si erano presentate. Ad agosto i numeri sono stati: Acqui 1225, Ovada 851. A settembre nel Movicentro acquese ci sono state 924 vaccinazioni, ad Ovada 613. Nei primi 13 giorni di ottobre, la prima sede ha contato 385 dosi, la seconda 289. Quelli di agosto potrebbero essere i vacanzieri, i settembrini quelli dei locali al chiuso, ad ottobre i preoccupati della scadenza lavorativa del 15 ottobre.

Nei centri vaccinali avete registrato problemi o contestazioni No-vax?
Ad Acqui sono apparse sui muri del Distretto scritte farneticanti sulla ‘dittatura sanitaria’. Nei centri vaccinali, pur senza problemi di ordine pubblico, abbiamo incontrato soggetti che pur presentandosi (a volte con atteggiamento indisponente) rivendicavano il loro dissenso al vaccino percepito come un obbligo. Noi dopo un tentativo di spiegazione scientifica, abbiamo evitato di replicare. Alcuni hanno anche rifiutato di sottoscrivere il consenso informato. Ovviamente non sono stati vaccinati.

Qualcuno ritiene che la firma sul consenso informato liberi la Sanità pubblica da eventuali responsabilità su effetti anomali. È vero?
Assolutamente no. Il consenso è sottoscritto anche dal medico che inocula il vaccino e questo rappresenta una presa di responsabilità della Sanità. Si firma perché non è un Trattamento Sanitario Obbligatorio e infatti forniamo il ‘bugiardino’ del vaccino somministrato.

Quanti vaccini avete inoculato nel Distretto? Quanti i decorsi anomali?
Dal 31 dicembre 2021 ad oggi abbiamo inoculato 70.757 vaccini (prime, seconde e terze dosi) a 39.470 persone. Zero complicazioni gravi, intendo con ricoveri in ospedale o morte. Abbiamo registrato qualche sincope vasovagale (svenimenti) di persone che avevano paura dell’ago.

Quindi a distanza di quasi un anno si può dire che il vaccino sia sicuro?
Certamente. Per gli amanti della statistica penso sia più pericoloso esporsi ai rischi di un possibile contagio Covid (che può portare a complicazioni e alla morte) che agli effetti collaterali rarissimi del vaccino. Giusto per rendere chiara la situazione, i medici dell’Usca ci riferiscono di cinquantenni ricoverati in ospedale e ‘messi sotto il casco’. Chi pensa che il Covid sia una malattia che colpisce ed uccide solo gli anziani sbaglia di grosso. Anche i bambini possono contagiarsi e sviluppare la malattia con complicanze gravi.

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