Lunedì 25 Ottobre 2021

Il caso

"Sblocco licenziamenti? C'è l'accordo, nessuno faccia il furbo"

Il Governo chiede l'impegno delle aziende: 13 settimane di "cassa" per evitare gli esoneri

Lavoro, diritti e occupazione: nuove sfide per il territorio

ALESSANDRIA - I sindacati chiedevano la proroga del blocco dei licenziamenti in tutti i settori. Dopo un lungo confronto con i segretari di Cgil, Cisl e Uil dal Governo è arrivata una risposta che soddisfa a metà. Il blocco fino al 31 ottobre sarà valido solo per le aziende del tessile, calzaturiero, pelletteria e moda, ma negli altri settori si potrà fare ricorso (la misura non è vincolante) a 13 settimane di “Cassa”prima di arrivare a licenziare. 

«Questa decisione –commenta Franco Armosino, segretario provinciale della Cgil – ci convince fino a un certo punto, anche perché non è detto che le aziende non decidano di intervenire sull’organico pur non essendo in crisi. È pur vero che 13 settimane di Cig gratuite non rappresentano un costo per la dirigenza». Ad ogni modo, permane il clima di generale incertezza: «Noi chiedevamo che prima dello sblocco venisse garantito un percorso di transizione e di formazione per chi nei prossimi mesi potrebbe comunque perdere il posto di lavoro. L’accordo è positivo – continua Armosino – ma se prima dell’autunno qualcuno deciderà lo stesso di licenziare dovrà renderne conto ai sindacati». La previsione del segretario della Cgil è che da ottobre in avanti «per il Governo si presenteranno in ogni caso scenari molto complicati».
I rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil sabato scorso erano a Torino in piazza Castello per partecipare alla manifestazione unitaria che chiedeva la proroga del blocco. «Questo blocco parziale non è ciò che avevamo chiesto, ma l’accordo di martedì sera sancisce un principio chiaro: la situazione che stiamo attraversando deve essere affrontata in un’ottica di condivisione, valutando caso per caso la soluzione migliore. Come Cisl chiediamo di avviare quanto prima politiche attive per offrire opportunità alle aziende e nuove occasioni occupazionali ai lavoratori». Quella del dialogo è la via indicata da Marco Ciani, segretario provinciale della Cisl: «È positivo che il Governo abbia riconosciuto nelle parti sociali una componente fondamentale delle contrattazioni. Con questo atteggiamento si incentiva la ricerca condivisa di soluzioni alternative». Quanto fatto finora, però, non è sufficiente: «Bisogna dare a questo Paese una direzione precisa, anche in previsione degli investimenti futuri che arriveranno grazie ai fondi del Pnrr».
Un accordo per il quale Aldo Gregori, segretario di Uil Alessandria, esprime una fiducia “a termine”: «Non è esattamente quello che chiedevamo. Diciamo che è stato fatto un passo avanti, probabilmente anche grazie alle mobilitazioni dello scorso sabato e all’intervento dei segretari nazionali». Una mediazione, però, che non deve far abbassare la guardia da qui ai prossimi mesi: «Si tratta di un impegno da parte delle aziende a non licenziare, non di un obbligo. Noi sindacalisti dovremo monitorare i nostri territori con molta severità ed essere uniti nel chiedere la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive».

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