Lunedì 12 Aprile 2021

Acqui Terme

"In città nuovi poveri in aumento, ma tante le iniziative solidali"

CrescereInsieme pone l'accento sulle criticità dell'ultimo anno

"In  città "nuovi poveri" in aumento, ma tante le iniziative solidali"

I volontari della Mensa della Fraternità

ACQUI TERME - Sono 12 i nuovi nuclei famigliari che dall'inizio dell'emergenza epidemica hanno dovuto chiedere aiuto alla Mensa della Fraternità, per un totale di 23 persone. È quanto emerge dall'indagine svolta dalla cooperativa CrescereInsieme, che attualmente gestisce il servizio pasti della Caritas. «Cinque di questi nuclei, tra l'altro, hanno avuto problemi economici riconducibili alla pandemia», ha spiegato Maria Grazia Rota, presidente del Centro di Ascolto, che accoglie le richieste di aiuto in arrivo dal territorio comunale indirizzando i propri utenti alla Mensa di Fraternità o ai servizi offerti dall'Emporio Solidale, il centro aperto in via Nizza la scorsa estate. Anche all'Emporio i numeri sono aumentati sensibilmente, «i nuclei familiari che vengono a recuperare gli alimenti, infatti, sono passati da 180 a 275, se pure con diversi livelli di necessità». In questi ultimi 12 mesi sembra essere cambiato anche il profilo degli utenti: «Di certo non vi è più una netta distinzione per quanto riguarda la provenienza - sottolinea la presidente del Centro di Ascolto - e si tratta di una novità rispetto ad un trend che si era abbastanza consolidato negli anni. La pandemia ha colpito tanto le persone di origine straniera quanto gli autoctoni».

Frazionando la popolazione per età, impiego, e stato civile emerge come i nuovi fruitori della mensa siano «soprattutto single o separati/divorziati (differenza significativa rispetto al dato nazionale), persone che vivevano grazie al reddito di cittadinanza o a lavoretti stagionali, ambo sessi». Non solo più una utenza prevalentemente anziana, ma anche tante persone di mezza età, e persino qualche giovane: «Si riscontra senza ombra di dubbio un abbassamento delle soglie di povertà. Chi fino a prima della pandemia si arrangiava, ora non ce la fa più», e in questo caso si tratta in gran parte di acquesi, tenuto conto che nei paesi limitrofi le reti sociali e le parrocchie riescono ancora a sopperire a un buon numero di bisogni.

Da marzo 2020 a oggi, però, le iniziative di solidarietà attivate dalle realtà acquesi del terzo settore sono state numerose. La stessa cooperativa CrescereInsieme ha supportato la campagna #amensanchio attivata da Amgg - l'Associazione Mensa Volontari Caritas della Fraternità Mons. G. Galliano - dalla Caritas, dal Leo Club Acqui Terme e Lions Club Acqui Terme Host, in collaborazione con Confcommercio, con la quale sono stati raccolti quasi 1800 euro e parecchie donazioni alimentari. Grande soddisfazione poi dalla Fondazione Aurora per la campagna #riempilemporio, con la quale sono stati donati all'Emporio Solidale quasi 12mila euro (cifra poi raddoppiata dalla Compagnai di San Paolo) in beni di prima necessità.

«Le reti sociali che si sono sviluppate in questo anno - sottolineano dalla cooperativa CrescereInsieme - sono un segnale positivo di umanità e sguardo sul futuro: molte persone hanno iniziato a mettersi al servizio dei parenti, degli amici, dei vicini di casa in una logica di dono crescente e diffusa. Donare - denaro, beni, tempo, risorse emotive o impegno umano - è un atto di partecipazione alla comunità e al bene comune». Lo stesso volontariato è cresciuto, «se pur con tutti i limiti e le restrizioni dovute al contesto. Dalla Amgg ci raccontano che i numeri di soci volontari sono in crescita da quando l'associazione si è costituita. Quest’anno avrebbe potuto essere diverso, e invece ben 5 persone si sono unite al gruppo».

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