Lunedì 21 Settembre 2020

Acqui Terme

Albergatori acquesi: «Un disastro, qualcuno non riaprirà più»

Marco Pincetti è il proprietario dell'Hotel Ariston: «Turismo estivo già compromesso, il morale è a terra»

Ad Acqui c'è la Fiera di Santa Caterina

ACQUI TERME - «Nel 2019 Acqui ha perso una struttura storica come l'Hotel Pineta, e quest'anno è toccato al 'Roma Imperiale' chiudere i battenti. Entro il prossimo autunno non escludo che qualcuna della dodici strutture ancora presenti in città possa avere stessa sorte», così Marco Pincetti, vicepresidente dell'associazione Albergatori Acquesi e proprietario dell'Hotel Ariston, delinea lo sconfortante scenario che si profila all'orizzonte del comparto alberghiero termale una volta superata l'ondata epidemica. «Le prospettive sono devastanti, molto probabilmente non riusciremo a rialzarci nemmeno nei mesi estivi. Ormai tutto il resto dell'anno è compromesso». I provvedimenti del Governo necessari al contenimento dell'epidemia di Coronavirus hanno paralizzato tutto il comparto ricettivo. «Per le strutture 'stagionali' come la nostra questo è periodo di apertura – spiega Pincetti - Quasi tutti gli alberghi della provincia, però, nella migliore delle ipotesi rimarranno chiusi per i prossimi 2 o 3 mesi». 

Il vero volano del turismo acquese sono le terme, «che però hanno un bacino di utenza 'over 60', ovvero la fascia d'età più a rischio. È probabile che in città almeno fino a settembre di turisti, in particolare stranieri, non se ne vedranno. Ma per noi 'stagionali' sarà ormai tardi». Non è detto, tra l'altro, che i decreti ministeriali non debbano essere prorogati per ulteriori settimane. «Il nostro è in assoluto il settore che subirà la maggiori conseguenze – aggiunge l'albergatore acquese - Una volta finita l'emergenza, è altamente improbabile che i flussi turistici riprendano da subito con regolarità. D'estate già normalmente nel Monferrato non si registrano certo i numeri delle mete costiere o montane».

Di solito, negli alberghi stagionali si approfitta della chiusura invernale per effettuare gli interventi di ripristino e ristrutturazione. «Nel nostro hotel – dice sconfortato Pincetti - abbiamo appena terminato alcuni lavori. Ora abbiamo le fatture da pagare. Spese ingenti che difficilmente riusciremo ad ammortizzare».

Dal 2012 in tutta la provincia il settore alberghiero è alle prese con un trend negativo che si aggrava di anno in anno, «ma questa può essere una 'mazzata' dalla quale in parecchi rischiano di non riprendersi più. Io stesso non so come uscirne, ho il morale a terra».

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