Mercoledì 21 Ottobre 2020

Economia

Crisi dell’imprenditoria acquese: turismo -85%

Il conto salato delle misure di contenimento si sta presentando a commercianti e imprenditori locali

Crisi dell’imprenditoria acquese: turismo -85%

ACQUI TERME - Il doveroso decreto di contenimento del coronavirus sta assestando un duro colpo agli imprenditori acquesi e c’è chi a gran voce chiede di correre ai ripari. L’ex sindaco Enrico Bertero nei giorni scorsi aveva chiesto al governo Lucchini un provvedimento a favore dei venditori ambulanti, l’esenzione dal plateatico, e misure a sostegno di commercianti e professionisti. A questo si è unito l’auspicio di respiro nazionale dell’Istituto Nazionale Tributaristi :«Giusto e doveroso seguire le indicazioni del Governo – ha spiegato il Presidente dell’Int, l’acquese Riccardo Alemanno - ma ora bisogna bloccare tutti gli adempimenti, i pagamenti e gli atti fiscali e contributivi. Se si vuole che imprese e professionisti superino questa tremenda emergenza e possano seguire le indicazioni sanitarie e comportamentali, devono essere messi in condizione di poter rinviare i propri impegni gestionali anche con la pubblica amministrazione, gli enti previdenziali e gli Istituti bancari. L’intervento deve essere drastico e generalizzato, perché la normativa è talmente complessa che se non si opera in tal senso, si rischia di lasciare fuori qualcosa e qualcuno».

Mauro Pigazzi, vertice della Confcommercio locale ha parlato per i piccoli imprenditori presentando il ‘conto’ delle previste perdite di fatturato: «Nel settore turismo, per quello d’affari -85% e quello ‘ordinario’ attualmente a -70% arriverà nei prossimi giorni a quota -75. Eventi azzerati, zero incassi. Somministrazioni ,bar a -40%, come i ristoranti che però devono affrontare il problema scorte ormai acquistate – ha elencato– nell ’extra-alimentare prevediamo, Abbigliamento -50%, Gioielli e accessori -50%, Fioristi -40%, Parrucchieri ed estetisti -40%. Arredamento -30% e, data la mobilità ridotta, i benzinai sconteranno un -70%». Ambulanti a rischio: il settore non alimentare segnerà -80%, l’alimentare -50. Unici a registrare il segno positivo saranno le farmacie +30%,  i commercianti di prodotti per l’igiene persona e/o casa +30% e la grande distribuzione del commercio alimentare +25%; ma di questo ce n’eravamo già accorti. 

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