Regione Piemonte: bullismo, il progetto ‘Mabasta’ nelle scuole di Acqui e Valenza
Il Consiglio regionale del Piemonte sostiene una campagna contro bullismo e cyberbullismo in 16 istituti. Gli studenti diventano protagonisti della prevenzione
ALESSANDRIA – Sono l’Istituto comprensivo 2 di Acqui Terme e la Direzione didattica di Valenza le due scuole della provincia di Alessandria coinvolte nella campagna regionale contro bullismo, cyberbullismo e bodyshaming promossa dal Consiglio regionale del Piemonte.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, coinvolge 16 istituti piemontesi, due per provincia. E affida un ruolo centrale agli studenti attraverso il progetto Mabasta.
Gli studenti diventano protagonisti
Il programma si basa sul ‘Modello Mabasta’, un protocollo ideato dagli stessi ragazzi e fondato sull’approccio peer-to-peer, cioè sull’educazione tra pari.
L’obiettivo è fornire alle classi strumenti concreti per riconoscere e contrastare comportamenti di prepotenza, emarginazione e violenza, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali.
Gli incontri nelle scuole coinvolgeranno studenti e insegnanti, chiamati a costruire insieme un ambiente scolastico più sicuro e rispettoso.
Dai Bulliziotti alle segnalazioni anonime
Tra gli strumenti previsti dal progetto figurano l’elezione dei ‘Bulliziotti’, studenti incaricati di contribuire alla prevenzione nelle rispettive classi, e la nomina del ‘MabaProf’, docente di riferimento.
Sono inoltre previste la compilazione del ‘MabaTest’ e l’installazione delle ‘BulliBox’. Ovvero, cassette fisiche e digitali attraverso le quali gli alunni possono effettuare segnalazioni anonime.
Il modello punta così a coinvolgere direttamente i giovani nell’individuazione precoce delle situazioni problematiche.
«Non bisogna sentirsi impotenti»
«Davanti a un episodio di bullismo, non bisogna sentirsi impotenti e soprattutto non bisogna pensare che non ci riguardi», sottolinea Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte.
Per Nicco, anche piccoli gesti possono essere importanti: accorgersi di un compagno isolato, avvicinarsi a lui o prendere posizione contro comportamenti offensivi.
«Abbiamo voluto sostenere il modello Mabasta perché i ragazzi non siano soltanto quelli a cui spieghiamo cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma diventino parte attiva nel creare un ambiente in cui stare bene insieme».
L’obiettivo della campagna è rafforzare nelle scuole una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità condivisa.