Premio Acqui Storia 2026, tutti i vincitori: da Garito a Bray, da Giletti a Ercoli Finzi e Aga Rossi
Celebrata ad Acqui Terme la 59ª edizione, con 223 libri candidati. Massimo Bray premiato per il Made in Italy. Roberto Giacobbo ha condotto la cerimonia. Tutti i riconoscimenti e le motivazioni
ACQUI TERME – La storia, la memoria, la scienza e l’impegno civile sono stati protagonisti della 59ª edizione del Premio Acqui Storia, celebrata al Teatro Ariston di Acqui Terme. Una manifestazione che ha riunito personalità di primo piano del giornalismo, dell’università, della ricerca e della cultura, confermando il prestigio di uno dei principali riconoscimenti italiani dedicati alla storia.
A condurre la cerimonia è stato Roberto Giacobbo, giornalista e noto volto televisivo, mentre tra i premiati hanno figurato Amalia Ercoli Finzi, Maria Amata Garito, Massimo Giletti, Elena Aga Rossi e Massimo Bray.
Organizzato dal Comune di Acqui Terme con il sindaco Danilo Rapetti, attraverso l’Assessorato alla Cultura, con il sostegno della Fondazione Cra guidata da Paolo Arrobbio e la media partnership de “Il Piccolo”, il Premio ha registrato 223 volumi candidati al concorso letterario.Un dato che testimonia la vitalità della ricerca storica e l’interesse per la divulgazione.
Premio Acqui Storia 2026, tutti i riconoscimenti speciali
La cerimonia ha valorizzato figure che, attraverso percorsi differenti, hanno contribuito al progresso della conoscenza, alla diffusione della cultura e alla difesa della memoria storica.
Ecco tutti i premiati e le motivazioni dei riconoscimenti.
- Amalia Ercoli Finzi – Premio Testimone del Tempo. Pioniera dell’ingegneria aerospaziale e prima donna italiana laureata in ingegneria aeronautica, è stata premiata per il contributo alla ricerca spaziale internazionale, in particolare alla missione Rosetta, e per l’impegno nella divulgazione scientifica. La sua carriera rappresenta anche un esempio di emancipazione femminile nel mondo della scienza.
- Maria Amata Garito – Premio Testimone del Tempo. Rettrice dell’Università Telematica Internazionale UniNettuno, ha ricevuto il riconoscimento per il ruolo pionieristico nello sviluppo dell’e-learning e dell’università digitale, favorendo l’accesso all’istruzione superiore oltre le barriere geografiche, culturali e sociali.
- Massimo Giletti – Premio Speciale La Storia in Tv. Il giornalista è stato premiato per il documentario ‘Mussolini. Le verità nascoste’, dedicato alle ultime ore del dittatore e agli interrogativi ancora aperti sulla sua morte. Il riconoscimento valorizza la capacità di coniugare inchiesta giornalistica, fonti documentali e divulgazione storica.
- Elena Aga Rossi – Premio Speciale alla Carriera. La storica ha ricevuto il premio per oltre mezzo secolo di studi sulla storia politica e diplomatica del Novecento, dalla Seconda guerra mondiale alla Guerra fredda. Le sue ricerche, fondate su un rigoroso lavoro archivistico internazionale, hanno contribuito a una più approfondita conoscenza di passaggi decisivi della storia italiana.
- Massimo Bray – Premio Made in Italy 2026. Il direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani è stato premiato per il suo percorso nelle istituzioni e nel mondo della cultura, caratterizzato dall’impegno nella tutela e nella diffusione del patrimonio intellettuale italiano. Il riconoscimento sottolinea il valore della conoscenza come espressione dell’eccellenza nazionale e la capacità di coniugare tradizione e innovazione.
- Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto – Premio Il Coraggio della Libertà. Il riconoscimento celebra l’impegno nella conservazione della memoria delle vittime dell’eccidio nazifascista del 1944, attraverso la ricerca storica, la tutela dei luoghi della memoria e l’educazione ai valori della libertà, della democrazia e della pace.
- Fondazione La Rosa Bianca di Monaco di Baviera – Premio Il Coraggio della Libertà. Premiato il lavoro di testimonianza della resistenza al nazismo attraverso la valorizzazione della storia del movimento della Rosa Bianca. La Fondazione promuove iniziative culturali ed educative contro l’estremismo, l’antisemitismo e il razzismo.
- Elisabetta Giudrinetti – Riconoscimento particolare. Il premio valorizza il contributo alla memoria storica offerto dal volume ‘Il prisma della storia. Tre Visioni, una Memoria. La Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù. 1941-1942’ (Edizioni Medicea), che approfondisce le vicende della Divisione Acqui attraverso differenti prospettive.
I vincitori del concorso letterario
Il Premio Acqui Storia 2026 ha inoltre celebrato gli autori delle opere selezionate dalle giurie nelle quattro sezioni del concorso letterario, che ha visto la partecipazione di importanti case editrici nazionali e internazionali.
- Fulvio Conti – Sezione Storico-scientifica. Vincitore con ‘Massoneria e fascismo. Dalla Grande Guerra alla messa al bando delle logge’ (Carocci Editore – Frecce), saggio dedicato ai rapporti tra massoneria e fascismo, dalla Prima guerra mondiale fino alla soppressione delle logge.
- Carlo Greppi – Sezione Storico-Divulgativa. Premiato per ‘Figlia mia. Vita di Franca Jarach, desaparecida’ (Laterza), opera che ricostruisce la vicenda di Franca Jarach, giovane vittima della dittatura argentina, intrecciando memoria individuale e storia collettiva.
- Lorenzo Pavolini – Sezione Romanzo Storico. Vincitore con ‘Mille’ (Marsilio Editori), opera selezionata nella categoria dedicata alla narrativa di argomento storico.
- Nicoletta Verna – Sezione Ragazzi. Premiato ‘L’inverno delle stelle’ (Rizzoli), romanzo vincitore della nuova categoria dedicata ai giovani lettori, introdotta per avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza della storia attraverso la letteratura.
Le menzioni speciali
Due ulteriori riconoscimenti hanno completato il quadro dei premi letterari.
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Gianluca Buttolo – Menzione speciale. Per ‘Stan&Ollie’ (Renoir Comics), opera dedicata alla celebre coppia comica Stan Laurel e Oliver Hardy.
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Carlo Greppi – Menzione speciale. Per ‘Le scarpe di Lorenzo. Storia dell’uomo che salvò Primo Levi’ (Rizzoli), volume che racconta la vicenda di Lorenzo Perrone e il suo aiuto a Primo Levi durante la deportazione ad Auschwitz.
History Lab, premiate anche le scuole
Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani attraverso il Concorso Scolastico Nazionale History Lab, che promuove lo studio della storia e la riflessione sui valori della memoria e della cittadinanza.
- 1° classificato – IIS Algeri Marino di Casoli (Chieti). Classe III L del Liceo Scientifico, con ‘Sant’Agata, 21 gennaio 1944. L’alba di cenere e silenzio’, lavoro dedicato alla memoria degli eventi del 1944.
- 2° classificato – IIS Rita Levi Montalcini di Acqui Terme. Classi III e IV del plesso economico, con ‘Resistere al Confino: Camilla Ravera, Umberto Terracini e l’art. 16 della Costituzione’, approfondimento sul confino politico e sui principi costituzionali.
- 3° classificato – ITE E. Tosi di Busto Arsizio (Varese). Con ‘Il peso della scelta: oltre la Resistenza’, elaborato dedicato alla responsabilità individuale e alle scelte compiute durante la Resistenza.
Le dichiarazioni
Francesco Bruno, Vice Comandante per le Forze da Combattimento e Generale di Corpo d’Armata: “Oggi state onorando non me, ma i miei fratelli che hanno donato la propria vita per fare ciò che avevano detto di fare. Oltre 9mila caduti della Divisione Acqui e ringrazio la città per aver iniziato 59 anni fa a celebrare il loro ricordo. E celebriamo tutti coloro che hanno fatto della propria vita un servizio alla Patria”.
Elena Aga Rossi: “Ho passato una vita negli archivi e nelle biblioteche e posso raccontare la soddisfazione ma anche le amarezze. Ricordo la Svolta di Salerno associata sempre alla scelta di Togliatti. In realtà la decisione venne presa da Stalin. E questo ha creato uno sconvolgimento e un’accusa continua in tutta la stampa. Ma era tutto documentato e questo ci ha costretto a scrivere una seconda edizione anche per controbattere alle accuse. Ecco perché dico che il lavoro di uno storico non è facile”.
Massimo Bray:
Massimo Bray, direttore generale Istituto Treccani: “Desidero ringraziare un caro amico come Pier Domenico Garrone, che segue sempre Treccani e ciò che facciamo. Io sono arrivato in Treccani con Rita Levi Montalcini e da lei ho imparato moltissime cose e due in particolare: Treccani doveva rimanere comunità scientifica, e lo si vede dal fatto che in ogni lavoro non c’è il nome di un autore. E questo modo di lavorare crea quella certezza di contenuti oggi molto utile. Altro insegnamento che mi porto dietro è quello di vedere lontano. E ricordo che nel 1995 volle il sito di Treccani, tra i primi in a Italia, per presidiare quella parte di mondo. L’italiano del resto è sempre stata definita la lingua della cultura e dobbiamo difenderla con forza, perché sa adattarsi al cambiamento. E dovremmo volere più bene al nostro Paese”.
Amalia Ercoli Finzi: “Nel 1962 mi laureavo in Ingegneria Aeronautica. E quando dissi di voler fare quel percorso in famiglia la presero malissimo, perché non era cosa da donna. Mio padre disse allora di farla in cinque anni. E io l’ho fatto, con 100 e lode. Ma sono un ingegnere nato, con la curiosità continua di capire come succedevano le cose. Da bambina smontavo sempre la bicicletta per capire come il pedale poteva muoverla. Smontarla non è difficile, ma rimontarla… Ma capii che il merito del movimento era della catena… Ho scelto Ingegneria Aeronautica perchè volevo fare una tecnologia avanzata. E a quell’epoca era l’aeroplano, volare. Ma nel 1957, al mio secondo anno, volò lo Sputnik. La tecnologia spaziale. Da lì cominciai”.
Maria Amata Garito: “Ho sempre studiato i processi di applicazione delle tecnologie ai processi cognitivi. E questo mi ha permesso di girare il mondo e di scoprire il modo innovativo in cui alcune università utilizzavano i mezzi tecnologici. In Italia invece era raro e l’università italiana era abbastanza indietro. Molte persone non potevano accedere, mentre all’estero per democratizzare la conoscenza si portò l’università nelle case. Incontrando il Professor Uberti mi chiese di sviluppare un progetto, pur da semplice ricercatore. È da lì nacque tutto. L’IA oggi è un mare magnum, ma nessuno di noi sa cosa potrà succedere e come poterla bloccare in caso di errori. Ci sono casi in cui chi l’ha creata non sa come controllarla. Io ho contribuito a pensare come si può conservare la ricchezza cognitiva del nostro cervello. E ho creato un modello di AI che ha questi obiettivi. E il lavoro più importante che credo di dover fare col mio gruppo è come interrogarla, col modello socratico e maieutico”.
Massimo Giletti: “La memoria è importante. Così come la verità storica e presto diremo la verità anche su David Rossi e il caso Montepaschi. La storia di Mussolini è importante e abbiamo trovato particolare importanti della sua morte. Compresa un’arma finita in Albania in una valigia diplomatica”.