San Teofilo di Antiochia, il 13 ottobre si ricorda il vescovo e apologeta cristiano
Eletto vescovo di Antiochia nel 169, fu il sesto successore di San Pietro. Dei suoi numerosi scritti sono giunti fino a noi i tre libri indirizzati ad Autolico, dedicati alla difesa della fede cristiana
ALESSANDRIA – Il 13 ottobre la Chiesa ricorda San Teofilo, vescovo di Antiochia, importante autore cristiano del II secolo. Eletto alla guida della Chiesa antiochena nel 169, viene indicato come il sesto successore di San Pietro e svolse il proprio ministero episcopale fino al 185.
La sua nascita viene collocata intorno al 120. Un riferimento cronologico importante si trova proprio nei suoi scritti, nei quali Teofilo cita la morte dell’imperatore Marco Aurelio, avvenuta il 17 marzo 180.
I tre libri ad Autolico
Teofilo scrisse diverse opere, ma l’unica arrivata fino a noi è costituita dai tre libri ad Autolico, composti tra il 180 e il 185. Si tratta di testi nei quali il vescovo affronta il tema dell’esistenza di Dio e difende la fede cristiana.
Nel primo libro risponde alla provocazione di Autolico, che gli chiede: «Mostrami il tuo Dio». Teofilo replica invitandolo a mostrare «l’uomo che è in lui», per poi sviluppare una riflessione su Dio e sulle sue caratteristiche.
La difesa del cristianesimo
Nel secondo libro Teofilo affronta il confronto tra paganesimo e cristianesimo, illustrando quella che considera la verità della fede cristiana attraverso un percorso che parte dai profeti e arriva fino a Gesù.
Il terzo libro è invece dedicato alle radici del cristianesimo nella Sacra Scrittura. Teofilo sviluppa anche un’ampia ricostruzione storica che arriva fino alla morte di Marco Aurelio, concludendo che la strada indicata ad Autolico per arrivare alla verità passa attraverso lo studio delle Scritture.
Proprio la Bibbia rappresenta il riferimento fondamentale del pensiero di Teofilo, con particolare attenzione al Vangelo di Giovanni e agli scritti di San Paolo. La memoria di San Teofilo di Antiochia ricorre il 13 ottobre.