Monastero Bormida, aperta la mostra da Rayper a Reycend
Eventi
Gian Luca Ferrise  
4 Ottobre 2026
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10:05 Logo Newsguard
Sabato pomeriggio l'inaugurazione

Monastero Bormida, aperta la mostra da Rayper a Reycend

Paesaggi liguri e piemontesi tra Ottocento e Novecento

MONASTERO BORMIDA – Grande affluenza di visitatori in occasione dell’apertura ieri della mostra “Da Rayper a Reycend – Paesaggi liguri e piemontesi tra Ottocento e Novecento” allestita nelle sale mostre del castello. Ad accogliere i visitatori sono stati il sindaco Luigi Gallareto, il curatore della mostra Rino Tacchella e Ilaria Cagno presidente dell’associazione Museo del Monastero.

Il progetto espositivo

Il progetto espositivo presenta le figure di Ernesto Ryper (1843-1873) e Enrico Reycend (1855- 1928), scelti come estremi temporali tra 800 e 900, oltre a numerosi altri pittori che a questi modelli in qualche modo si collegano o che derivano le proprie scelte artistiche, a volte anche molto più tarde, dalle loro intuizioni e sperimentazioni.

L’organizzazione

L’evento è organizzato e gestito dall’ associazione Museo del Monastero, che da oltre un decennio, con cadenza regolare nel periodo primaverile e autunnale, valorizza l’antico maniero medioevale con un’attività espositiva qualificata che richiama un notevole numero di visitatori e appassionati d’arte. Presieduta da Ilaria Cagno che si avvale del supporto di un affiatato gruppo di volontari ed esperti d’arte, l’Associazione ha all’attivo mostre di grande interesse, dalle ceramiche Lenci a Eso Peluzzi, dalle antologiche sul ‘900 nel Basso Piemonte a Morando, abbracciando soprattutto la produzione artistica del XX secolo. Tale attività è stata riconosciuta e valorizzata dalle Fondazioni Bancarie CRT e CR.Asti, oltre che dal Consiglio regionale del Piemonte, che sostengono economicamente le iniziative e ne garantiscono la continuità.

Rayper e Reycend

Rayper è un caposcuola nel rinnovamento della pittura italiana del paesaggio avvenuto nella seconda metà dell’Ottocento. Fondatore della Scuola Grigia ligure, partecipa alla Scuola di Rivara e frequenta i Macchiaioli toscani; Reycend discende da una storica famiglia di editori, frequenta senza diplomarsi l’Accademia Albertina di Torino e in seguito prosegue la sua formazione seguendo lezioni private presso i maestri Ghisolfi, Delleani e Fontanesi coi quali frequenta la Scuola di Rivara; in occasione di alcuni soggiorni parigini è colpito dalle opere di Corot e in particolare dagli Impressionisti. Entrambi producono opere con mari e monti, uliveti secolari e boschi, prati e scogliere, ma entrambi rappresentano una ventata di forte innovazione rispetto ai canoni del “pittoresco” romantico e della pura e semplice riproduzione realistica degli elementi naturali del paesaggio.

Un “Ray e un Rey”

Un “Ray” e un “Rey” sprovincializzano la mostra, anche se il titolo ci dice che il soggetto è il paesaggio ligure e piemontese. Si tratta di due autori non particolarmente fortunati: uno è scomparso in ancor giovane età, l’altro, più longevo, ha terminato la sua vita in miseria. Entrambi sono accomunati dal fatto che dopo la morte tutta la loro produzione pittorica è stata rivalutata e oggi occupa il posto che entrambi meritano. Non furono degli isolati: molti degli artisti coinvolti in questo percorso espositivo sono in qualche modo riconducibili alle loro precoci intuizioni espressive.

Gli altri autori

La mostra espone infatti circa 100 opere non solo di Ryper e di Reycend, ma anche dei maggiori paesaggisti del periodo quali Antonio Varni, Tammar Luxoro, Antonio Schiaffino, Andrea Figari e Giuseppe Pennasilico; il rinnovamento divisionista e simbolista è rappresentato da Antonio Discovolo, Pietro Dodero, Anacleto Boccalatte, Angelo Barabino. Inoltre autori tardo-romantici come Pietro Sassi e pittori divisionisti come Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli e Matteo Olivero, i discendenti della scuola di Rivara come Lorenzo Delleani, Andrea Tavernier e infine quelli attivi all’inizio del ‘900 come Leonardo Bistolfi, Vittorio Cavalleri, Eugenio Olivari e Adolfo Rolla.

Fino al 15 novembre

La mostra rimarrà aperta fino al 15 novembre 2026 ed è corredata da un catalogo, curato da Ilaria Cagno, che contiene i testi del curatore Rino Tacchella e la riproduzione a colori di tutte le opere esposte.

La visita alla mostra è l’occasione anche per ammirare il castello medioevale di Monastero Bormida, luogo ricco di storia, arte e fascino, in cui è allestita la gipsoteca permanente “Edoardo Rubino” e dove, al piano terreno, è ospitata un’altra mostra della pittrice Serena Baretti intitolata “Crepe”.

Gli orari di apertura

Sabato: dalle 15 alle 18,30 – Domenica:  dalle10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30. Altri giorni per comitive e gruppi su prenotazione.

Informazioni e contatti

Associazione culturale Museo del Monastero

Tel. 349 6760008 – museodelmonastero@gmail.com – www.museodelmonastero.it

Comune di Monastero Bormida

Tel. 0144 88012 –  328 0410869 – info@comunemonastero.at.it

 

 

 

 

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