Acqui Terme, mozione in Regione sull’inceneritore
Presa di posione anche da parte delle opposizioni
ACQUI TERME – Nuova presa di posizione sulla vicenda dell’inceneritore in Valle Bormida. Con una mozione firmata anche da altri consiglieri, il consigliere regionale Claudio Sacchetto di Fratelli d’Italia, ha portato all’attenzione della massima assemblea regionale, il problema relativo alla realizzazione di un’inceneritore in Valle Bormida.
La scelta del sito
Dal canto suo, la Regione Liguria, già nelle prossime settimane potrebbe prendere la decisione definitiva sull’individuazione del sito. Tra le possibili indicazioni vi sono Cairo Montenotte e l’area dell’ex Acna di Cengio. Proprio per questo motivo i piemontesi vogliono avere voce in capitolo, reduci dal centanario inquinamento provocato dall’Acna di Cengio.
Intervento tardivo
A sottolineare l’intervento tardivo da parte della maggioranza che siede attualmente a Palazzo Lascaris, sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Fabio Isnardi, Domenico Ravetti e Mauro Calderoni. «Da giugno abbiamo portato in Consiglio regionale e all’attenzione dell’opinione pubblica la questione della possibile realizzazione del termovalorizzatore in Valle Bormida, chiedendo che il Piemonte non restasse a guardare mentre altri decidevano su un territorio che riguarda direttamente anche le nostre comunità. Oggi – proseguono i tre consiglieri – registriamo quindi con favore che anche un esponente della maggioranza abbia deciso di porre formalmente la questione del coinvolgimento del Piemonte. È esattamente ciò che chiediamo da mesi».
In particolare Fabio Isnardi aveva evidenziato, dopo l’assemblea di Monastero Bormida, la necessità di conoscere la posizione della Regione Piemonte e di tutelare un territorio che negli ultimi decenni ha affrontato una difficile riconversione ambientale, economica e sociale.
Inoltre Domenico Ravetti aveva, poi, formalizzato la richiesta con un Ordine del giorno, chiedendo il coinvolgimento del Piemonte in ogni fase, uno studio autonomo sugli impatti dell’opera e una posizione netta a tutela della Valle Bormida.
Anche Mauro Calderoni aveva sottolineato un altro aspetto fondamentale: non si può affrontare la gestione dei rifiuti con strumenti e logiche di vent’anni fa, né trasformare la Valle Bormida nell’ennesimo terreno di contrapposizione tra territori.