San Maurizio e compagni, il 22 settembre si celebrano i soldati martiri
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22 Settembre 2026
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Santo del giorno

San Maurizio e compagni, il 22 settembre si celebrano i soldati martiri

Secondo l'antica tradizione facevano parte di una legione trasferita dall'Oriente in Gallia. Cristiani, si rifiutarono di partecipare alla persecuzione dei loro correligionari

ALESSANDRIA – Il 22 settembre la Chiesa celebra San Maurizio e i suoi compagni, soldati e martiri legati alla tradizione della cosiddetta Legione Tebea. La più antica testimonianza sul loro martirio risale a circa il 450 ed è contenuta nella Passio scritta da Eucherio, vescovo di Lione. Il racconto fa riferimento anche al vescovo Teodoro di Octodurum, indicato come colui che avrebbe ritrovato i corpi dei martiri e fatto costruire per loro una basilica ad Agauno.

Secondo quanto raccontato nella Passio, Maurizio e i suoi compagni erano soldati cristiani appartenenti a una legione che l’imperatore Massimiano Erculeo aveva trasferito dall’Oriente in Gallia. La missione avrebbe comportato anche la partecipazione alla persecuzione dei cristiani. Arrivati ad Agaunum, località situata a circa sessanta miglia da Ginevra, Maurizio e gli altri soldati si sarebbero rifiutati di proseguire proprio a causa della loro fede. Di fronte al loro rifiuto, l’imperatore avrebbe ordinato lo sterminio della legione.

Una memoria che attraversa i secoli

Non tutti i particolari tramandati dalla Passio possono essere ricostruiti con certezza storica. Incrociando il racconto con altri elementi disponibili, il martirio viene tradizionalmente collocato intorno all’anno 286. Molto antica è comunque la venerazione di San Maurizio e dei suoi compagni. La celebrazione del 22 settembre risulta documentata già dal IV secolo.

A confermare l’antichità del culto sono anche le testimonianze archeologiche. Nel 1893 gli scavi effettuati a Saint-Maurice, in Svizzera, riportarono alla luce i resti di una primitiva basilica risalente al IV secolo.

Un’altra importante testimonianza è rappresentata dall’omelia pronunciata da San Avito di Vienne il 22 settembre 515. In occasione dell’inaugurazione dell’abbazia sorta nei pressi dell’antica basilica. La memoria di San Maurizio e compagni è rimasta così legata nei secoli alla testimonianza di soldati che, secondo la tradizione, scelsero di non rinnegare la propria fede anche davanti alla condanna a morte.

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