Popillia japonica, allarme Coldiretti: «A rischio anche le colture dell’Alessandrino»
Economia
21 Settembre 2026
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L'emergenza

Popillia japonica, allarme Coldiretti: «A rischio anche le colture dell’Alessandrino»

Vigneti, frutteti e mais tra le produzioni attaccate dall’insetto. In Piemonte parte un progetto pilota di lotta biologica con nematodi: «Una soluzione a sostegno delle imprese e del territorio»

ALESSANDRIA – Vigneti, frutteti e mais, ma anche parchi, giardini e piante ornamentali: la Popillia japonica continua a preoccupare l’agricoltura piemontese. Coldiretti Piemonte lancia l’allarme sulla diffusione dell’insetto, indicando tra i territori interessati anche la provincia di Alessandria, insieme a Novara, Vercelli e Torino.

L’organizzazione agricola parla di un «flagello» che rischia di mettere in difficoltà produzioni di eccellenza e aziende agricole. Per cercare nuove strategie di contrasto, nel Torinese prende ora il via un progetto pilota di lotta biologica, finanziato dalla Camera di Commercio di Torino e realizzato con il Consorzio di Tutela e valorizzazione dei vini Docg Caluso, Carema e Canavese Doc.

Quasi 194 miliardi di nematodi su 77 ettari

La sperimentazione interessa 77,5 ettari e prevede la distribuzione nei terreni contaminati di oltre 193 miliardi e 750 milioni di nematodi, organismi utilizzati per contrastare biologicamente il parassita.

Il progetto è concentrato nel Canavese, indicato da Coldiretti come una delle aree torinesi maggiormente colpite. L’obiettivo è verificare l’efficacia di una soluzione che possa contenere l’infestazione senza impatto ambientale e, se i risultati saranno positivi, fornire indicazioni utili anche per altri territori piemontesi alle prese con la Popillia japonica.

«A rischio le produzioni di eccellenza»

«Da anni siamo impegnati nella lotta alla Popillia», spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. L’organizzazione ricorda le attività avviate dal 2022 insieme al settore fitosanitario della Regione Piemonte e al Disafa dell’Università di Torino. Ovvero formazione, azioni di contenimento con trappole, incontri con gli agricoltori e sperimentazione di reti antinsetto.

Secondo Coldiretti, la diffusione di insetti e parassiti provenienti da altri continenti rappresenta una minaccia crescente per il settore agricolo. Da qui l’attenzione riservata alla nuova sperimentazione. «Auspichiamo che questo progetto pilota possa trovare una soluzione a sostegno dell’economia agricola, ma anche di tutta la comunità – concludono Brizzolari e Rivarossa –. A rischio c’è la sopravvivenza delle nostre imprese e delle produzioni di eccellenza del Piemonte».

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