Acqui Terme, Terme basta promesse
Politica
Gian Luca Ferrise  
17 Settembre 2026
ore
10:41 Logo Newsguard
Forse è il momento di cambiare

Acqui Terme, Terme basta promesse

Intervento della sezione acquese di Patto per il nord

Acqui Terme – Sul tema del rilancio delle Terme di Acqui si registra un duro intervento da parte della sezione acquese di Patto per il Nord.

«Negli ultimi due anni abbiamo ascoltato annunci, promesse, rassicurazioni e “svolte” annunciate. Da Alberto Cirio, da Marco Protopapa, dal sindaco Danilo Rapetti. Nel 2024 Cirio annunciava la volontà della Regione di rientrare nel percorso di rilancio delle Terme e arrivavano 160 mila euro per lo studio delle fonti. Rapetti indicava il 2025 come l’anno della svolta: con la scadenza delle concessioni, si sarebbero aperte le porte a nuovi investitori» – spiegano gli esponenti locali di Patto per Nord

Gli ultimi due anni

Nel 2025 arrivava la nuova normativa regionale sulle concessioni e nasceva il Polo termale acquese. Protopapa parlava di una «svolta epocale».Poi siamo arrivati al 2026. A gennaio Cirio, proprio ad Acqui, annunciava che la Regione era pronta a rientrare nella governance delle Terme e a cercare un partner privato per un vero rilancio del polo. Il sindaco Rapetti, nello stesso periodo, definiva il 2026 l’anno nel quale la situazione sarebbe stata risolta definitivamente. E allora oggi, settembre 2026, una domanda è inevitabile: dov’è la svolta?

Cosa è stato fatto

Sono state approvate norme, le concessioni sono passate al Comune, sono stati stanziati soldi e aperti tavoli istituzionali. Ma che cosa hanno prodotto concretamente tutte queste iniziative Prendiamo i 160 mila euro. Sono soldi pubblici. Sono stati destinati a uno studio fondamentale per conoscere e valorizzare la risorsa termale. Dopo due anni, però, siamo ancora a parlare del completamento dello studio idrogeologico e dell’inventario dei beni prima di poter procedere con le gare. Allora chiediamo: che cosa è stato prodotto con quei 160 mila euro? Quale risultato concreto hanno portato alla città? Quale ostacolo hanno rimosso? Perché non basta dire «abbiamo fatto». Bisogna poter dire: abbiamo fatto questo e grazie a questo oggi siamo arrivati qui. E qui non stiamo chiedendo l’impossibile. Stiamo chiedendo responsabilità politica. Può capitare che una promessa non venga mantenuta.

Quali ostacoli?

Un’amministrazione può trovare ostacoli imprevisti, una legge può essere impugnata, una trattativa può saltare. Tutto comprensibile. Ma allora lo si dica. Si dica ai cittadini: questa era la strada, questo è l’ostacolo che abbiamo trovato, questi sono i tentativi che abbiamo fatto e questo è il motivo per cui non ci siamo riusciti. Quello che non è più accettabile è continuare a vivere di annunci e di nuove svolte mentre il risultato concreto continua a non arrivare. Cirio, Protopapa e Rapetti hanno quindi una possibilità semplice: spiegare alla città, con fatti e date, che cosa hanno fatto e che cosa intendono fare adesso. Non un’altra promessa.

Cambiare l’allenatore

Un cronoprogramma. Perché dopo due o tre anni di annunci, se il progetto non produce il risultato promesso, in politica dovrebbe scattare una parola che sembra essere diventata scomoda: responsabilità. In una squadra di calcio, quando l’allenatore non riesce a ottenere risultati, prima o poi qualcuno deve prendere una decisione. O l’allenatore cambia passo, oppure viene cambiato.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione