Acqui Terme, basta slogan sull’ospedale
A chiederlo sono i consiglieri Nicola De Angelis, Carlo De Lorenzi e Elena Trentini
ACQUI TERME – Sul futuro dell’Ospedale “Mons. Giovanni Galliano” e sulla sua integrazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria è giunto il momento di pretendere trasparenza e risposte ufficiali.
Dieci anni fa
«È dal 2016 che Acqui Terme attende di potersi logicamente ed efficacemente afferire all’Ospedale di Alessandria anziché a quello di Casale. Continuare a perpetuare un’impostazione basata sulle logiche di due aziende diverse (ASL AL e ASO) significa generare una duplicazione di costi e inefficienze burocratiche che gravano direttamente sulle tasche dei contribuenti e sulla pelle degli utenti» – spiegano i consiglieri comunali.
Polo di eccellenza riabilitativa
A fronte di un percorso d’integrazione già delineato nel Piano Socio-Sanitario Regionale e sostenuto da una proposta progettuale concreta presentata dal Comune di Acqui Terme — volta non solo a salvaguardare tutti i servizi esistenti, ma a rilanciare il presidio con un polo di eccellenza riabilitativa, diagnostica e di ricerca in sinergia con l’AOU e l’IRCSS — il dibattito pubblico viene impropriamente alimentato da indiscrezioni ed “emergenze” dell’ultima ora.
Le questioni aperte
Gli amministratori ed esponenti del territorio pongono una serie di domande alla Regione Piemonte sul presunto buco da 10 milioni di euro per l’ospedale:
- Quale autorevolezza e riscontro ufficiale hanno queste cifre?
- Da dove emergono e a cosa sono riferite?
- Ma soprattutto: costituiscono un ostacolo o un pretesto per frenare il progetto di integrazione già previsto dagli atti programmatòri regionali?
Lo scorso anno
A novembre 2025, durante un incontro pubblico con la cittadinanza, l’Assessore Regionale Federico Riboldi aveva scandito con precisione i tempi di questa operazione, fissando l’integrazione entro il 2026. Ad oggi, invece, l’unica “novità” è rappresentata da indiscrezioni a mezzo stampa, mentre il silenzio istituzionale regna sovrano.
Mancanza di chiarezza
«Questa mancanza di chiarezza colpisce in primis i lavoratori e l’organico dell’Ospedale di Acqui Terme. Medici, infermieri e personale sanitario continuano a garantire la continuità dell’assistenza pur nell’incertezza assoluta sul proprio futuro: se le tempistiche promesse dall’Assessore saranno rispettate, a partire dal prossimo anno dove andranno a lavorare? Il territorio, i pazienti e i lavoratori non possono vivere di slogan o annunci. La politica che programma ha il dovere morale e istituzionale di fornire un’agenda precisa, dettagliata e vincolante» – concludono De Angelis, De Lorenzi e Trentini.
La richiesta
A fronte del lavoro puntuale svolto a livello locale e dei progetti depositati da un anno in Regione, i tre consiglieri comunali chiedono che la Giunta Regionale chiarisca immediatamente lo stato dell’arte, confermi le scadenze annunciate e trasformi le rassicurazioni verbali in atti concreti e trasparenti.