Acqui Terme, azione comune per l’ospedale
Politica
Gian Luca Ferrise  
9 Settembre 2026
ore
10:38 Logo Newsguard
La proposta di Patto per il Nord

Acqui Terme, azione comune per l’ospedale

Necessario l'impegno di tutti

ACQUI TERME –  Sul futuro dell’ospedale Galliano di Acqui Terme si sta finalmente tornando a discutere. È un fatto positivo, perché riguarda non soltanto Acqui, ma l’Acquese, la Valle Bormida e tutte le comunità che fanno riferimento al nostro presidio. Negli ultimi giorni sono state avanzate proposte, illustrate ipotesi e ricordati progetti già predisposti, anche in relazione all’integrazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria e con il sistema IRCCS. Tutto utile. Ma forse è arrivato il momento di fare un passo ulteriore.

Togliamo, le bandiere dal Galliano

Come Patto per il Nord, forza politica non rappresentata nel Consiglio comunale di Acqui Terme, ma presente in città, in provincia e a livello regionale, riteniamo di poter avanzare una proposta: mettere attorno allo stesso tavolo tutte le forze politiche, le liste civiche, le associazioni, le categorie economiche, i professionisti della sanità e i Comuni del territorio.

Un documento unitario

Costruiamo insieme un documento unico sul futuro del Galliano. Un documento dell’Acquese e della Valle Bormida. L’integrazione con Alessandria può rappresentare un’opportunità, purché non si traduca in un semplice passaggio amministrativo che lasci ad Acqui soltanto il nome dell’ospedale. Il principio dovrebbe essere chiaro: ciò che oggi esiste deve rimanere ad Acqui e ciò che negli anni è stato ridotto o sottratto deve essere valutato per essere ripristinato. Gli ambulatori devono rimanere e, dove possibile, essere potenziati. L’emergenza sanitaria deve essere garantita. Occorre affrontare il tema del 118, valutando il ripristino delle funzioni necessarie a garantire una risposta tempestiva ai cittadini.

La prospettiva

E poi c’è una prospettiva che può rappresentare una vera occasione: fare del Galliano un punto di riferimento per riabilitazione, cronicità, prevenzione, diagnostica e medicina termale, mettendo finalmente in relazione ospedale e Terme. Non chiediamo semplicemente di conservare ciò che abbiamo. Chiediamo di costruire ciò che Acqui può diventare. Per questo proponiamo di aprire un confronto territoriale e arrivare a un documento condiviso. Un documento che non nasca da un indirizzo politico, ma dalla volontà del territorio.

La proposta

Una volta raccolte le adesioni, non dovrebbe essere un partito a consegnarlo. Dovrebbero essere semplici cittadini dell’Acquese e della Valle Bormida a portarlo nelle mani del Presidente della Regione Piemonte. Perché qui sta la differenza: non è “la politica” a chiedere. È il territorio, attraverso i suoi cittadini, che chiede risposte. Non una parte politica contro un’altra, dunque, ma tutte le forze politiche insieme, accanto a chi politico non è. Perché “lo chiede la politica” e “lo chiede tutta la comunità” sono due concetti profondamente diversi. Il Presidente della Regione deve vedere arrivare non l’ennesima delegazione politica, ma cittadini di un territorio stanco del progressivo impoverimento dei servizi sanitari e che vuole sapere quale futuro viene garantito al Galliano.

Una bandiera unica

Togliamo tutte le bandiere politiche dal Galliano. Al loro posto usiamo un’unica bandiera: una bandiera bianca. Ma attenzione: non una bandiera bianca come simbolo di resa. Al contrario. Una bandiera bianca che diventi il simbolo di una battaglia comune, civile, determinata e senza armi. Una battaglia senza partiti da difendere né avversari da sconfiggere, ma con un solo obiettivo. Su quella bandiera scriviamo quattro semplici parole: Noi vogliamo la salute.
Quella bandiera la porteremo tutti insieme davanti a chi dovrà decidere il futuro del Galliano. Perché questa volta la battaglia non deve essere di una parte contro un’altra. Deve essere la battaglia di tutti.

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