Castel Boglione, l’ultimo saluto a Enzo Bianchi
Tributo di affetto e riconoscenza
CASTEL BOGLIONE – Quando la morte riunisce nella chiesa. Potrebbe intitolarsi così l’ultimo capitolo della vita terrena di fratello Enzo Bianchi fondatore delle Comunità di Bose e della Fraternità monastica di Casa della Madia.
Nel pomeriggio di ieri nella chiesa parrocchiale del paese si sono svolte le esequie che hanno visto la partecipazione di molti amici di Bianchi giunti da tutta Italia e dall’estero. Fine biblista e saggista era nato nel piccolo centro dell’astigiano il 3 Marzo del 1943.
Gli studi e la scelta monastica
Dopo gli studi alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino, alla fine del 1965 si è recato a Bose, una frazione abbandonata del Comune di Magnano sulla Serra di Ivrea, con l’intenzione di dare vita a una comunità monastica. Raggiunto nel 1968 dai primi fratelli e sorelle, ha scritto la regola della comunità la quale è giunta a contare novantadue membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità ed è presente, oltre che a Bose, anche a Gerusalemme (1981-2016), Ostuni, Assisi, Cellole-San Gimignano e Civitella San Paolo. È stato priore della comunità dalla fondazione fino al 25 gennaio 2017.
La casa editrice e le lauree
Nel 1983 aveva fondato la casa editrice Edizioni Qiqajon che pubblica testi di spiritualità biblica, patristica, liturgica e monastica. Nel 2000 l’Università degli Studi di Torino gli aveva conferito la laurea honoris causa in “Scienze Politiche” e nel 2016 anche l’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo gli aveva conferito la Laurea Honoris Causa.
La cerimonia funebre
Alla cerimonia funebre, presieduta da fratel Valerio Lazzarini, segnata dal silenzio e della commozione, oltre ai fratelli e sorelle di Casa della Madia ed i fratelli di Cellole, la fraternità che Bianchi aveva fondato in Toscana, vi erano anche Sabino Chialà, attuale Priore di Bose con una quindicina di monaci e monache della Comunità da lui fondata e che aveva lasciato nel 2017. Il vescovo di Spoleto Renato Boccardo, ha portato il messaggio del presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi. Tra i vescovi presenti quello di Vercelli, Mondovì e Pinerolo oltre a numerosi sacerdoti tra cui don Luigi Ciotti.
I volti noti
Tra i volti noti che sono stati notati alle esequie vi sono stati quelli di Gad Lerner, Edoardo Raspelli e Alberto Melloni, oltre all’ex sindaco di Torino Valentino Castellani e l’ex ministra Elsa Fornero. Tra i messaggi giunti da ogni parte del mondo vi è stato anche quello del Dalai Lama.
Il riposo nella terra
Nel suo libro intitolato “Cosa c’è di là”, Enzo Bianchi racconta: «…Tre anni fa ho fatto ritorno al mio amato paese del Monferrato dove sono nato e vissuto…e ho acquistato nel cimitero un fazzoletto di terra dove essere seppellito. E’ rivolto a oriente, con un piccolo spazio per una panchina che possa far sedere e riposare accanto a me che mi verrà a trovare e vorrà dirmi qualche parola…».