Acqui Terme, si faccia chiarezza sul futuro dell’ospedale
In vista dell'accorpamento con l'ospedale di Alessandria
Acqui Terme – Il Piano socio-sanitario regionale prevede il trasferimento della gestione amministrativa e sanitaria del Presidio “Monsignor Giovanni Galliano” dall’ASL AL all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.
Il Piano socio – sanitario
Il Piano socio-sanitario regionale 2025-2030, approvato dal Consiglio regionale del Piemonte con deliberazione n. 137-27771 del 22 dicembre 2025, prevede che le Direzioni generali dell’Asl Al e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” di Alessandria completino, entro il 31 dicembre 2026, le procedure funzionali al trasferimento della gestione amministrativa e sanitaria dell’Ospedale “Monsignor Giovanni Galliano” dall’Asl Al all’Aou Al.
La richiesta della Fials
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria è stata successivamente riconosciuta quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblico nell’area tematica “Cardiologia-Pneumologia”. «La previsione del trasferimento è quindi contenuta in un atto ufficiale di programmazione regionale, spiegano i rappresentanti sindacali della Fials Alberto Accordi, Silvano Antori e Alessandro Zerbino – che aggiungono: Chiediamo di conoscere quali aspetti siano già stati definiti con riferimento alle modalità attuative, al perimetro concreto dell’operazione, alle strutture e ai servizi interessati e ai possibili effetti organizzativi».
Nessuna contrarietà all’accorpamento
Fials Alessandria non esprime una contrarietà pregiudiziale alla riorganizzazione. Ogni cambiamento capace di rafforzare i servizi, migliorare l’integrazione sanitaria e valorizzare l’Ospedale di Acqui Terme merita di essere valutato con attenzione e responsabilità. Una trasformazione di questa rilevanza richiede, però, informazioni chiare, tempestive e verificabili, nonché il corretto svolgimento delle relazioni sindacali previste e dalla normativa e dal contratto collettivo applicabile.
I punti da chiarire
Ecco l’elenco degli elementi da chiarire secondo la Fiasl
- lo stato attuale delle procedure;
- le attività già concluse, quelle in corso e quelle ancora da avviare;
- l’eventuale cronoprogramma ufficiale;
- la data prevista per l’effettiva decorrenza del nuovo assetto;
- le strutture, i reparti, i servizi, le attività e le funzioni interessati;
- gli eventuali atti attuativi, accordi, protocolli o provvedimenti organizzativi già predisposti o adottati;
- i possibili effetti per il personale;
- le misure destinate a garantire la continuità, l’accessibilità, la sicurezza e la qualità dell’assistenza.
Particolare attenzione
«Particolare attenzione deve essere riservata alle lavoratrici e ai lavoratori. Il Piano regionale stabilisce espressamente che il nuovo assetto gestionale non dovrà pregiudicare alcun diritto del personale attualmente in servizio presso il Presidio – spiegano i rappresentanti sindacali della Fials che aggiungono: Devono pertanto essere fornite informazioni precise sugli eventuali effetti riguardanti l’Azienda di appartenenza, il rapporto di lavoro, la sede di servizio, le mansioni, gli incarichi, l’organizzazione delle attività, i turni, gli orari, l’eventuale mobilità e il trattamento giuridico ed economico. Chiedere questi chiarimenti non significa prefigurare conseguenze negative né sostenere che siano già state adottate decisioni definitive sul personale. Significa prevenire le incertezze e consentire a tutti di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza e serenità».