Acqui Terme, si faccia chiarezza sul futuro dell’ospedale
Politica
Gian Luca Ferrise  
24 Agosto 2026
ore
10:27 Logo Newsguard
Lo chiede la Fials di Alessandria

Acqui Terme, si faccia chiarezza sul futuro dell’ospedale

In vista dell'accorpamento con l'ospedale di Alessandria

Acqui Terme – Il Piano socio-sanitario regionale prevede il trasferimento della gestione amministrativa e sanitaria del Presidio “Monsignor Giovanni Galliano” dall’ASL AL all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.

 

Il Piano socio – sanitario

Il Piano socio-sanitario regionale 2025-2030, approvato dal Consiglio regionale del Piemonte con deliberazione n. 137-27771 del 22 dicembre 2025, prevede che le Direzioni generali dell’Asl Al e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” di Alessandria completino, entro il 31 dicembre 2026, le procedure funzionali al trasferimento della gestione amministrativa e sanitaria dell’Ospedale “Monsignor Giovanni Galliano” dall’Asl  Al all’Aou Al.

 

La richiesta della Fials

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria è stata successivamente riconosciuta quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblico nell’area tematica “Cardiologia-Pneumologia”. «La previsione del trasferimento è quindi contenuta in un atto ufficiale di programmazione regionale, spiegano i rappresentanti sindacali della Fials Alberto Accordi, Silvano Antori e Alessandro Zerbino – che aggiungono: Chiediamo di conoscere quali aspetti siano già stati definiti con riferimento alle modalità attuative, al perimetro concreto dell’operazione, alle strutture e ai servizi interessati e ai possibili effetti organizzativi».

 

Nessuna contrarietà all’accorpamento

Fials Alessandria non esprime una contrarietà pregiudiziale alla riorganizzazione. Ogni cambiamento capace di rafforzare i servizi, migliorare l’integrazione sanitaria e valorizzare l’Ospedale di Acqui Terme merita di essere valutato con attenzione e responsabilità. Una trasformazione di questa rilevanza richiede, però, informazioni chiare, tempestive e verificabili, nonché il corretto svolgimento delle relazioni sindacali previste e dalla normativa e dal contratto collettivo applicabile.

 

I punti da chiarire

Ecco l’elenco degli elementi da chiarire secondo la Fiasl

  • lo stato attuale delle procedure;
  •  le attività già concluse, quelle in corso e quelle ancora da avviare;
  • l’eventuale cronoprogramma ufficiale;
  •  la data prevista per l’effettiva decorrenza del nuovo assetto;
  •  le strutture, i reparti, i servizi, le attività e le funzioni interessati;
  • gli eventuali atti attuativi, accordi, protocolli o provvedimenti organizzativi già predisposti o adottati;
  • i possibili effetti per il personale;
  •  le misure destinate a garantire la continuità, l’accessibilità, la sicurezza e la qualità dell’assistenza.

 

Particolare attenzione

«Particolare attenzione deve essere riservata alle lavoratrici e ai lavoratori. Il Piano regionale stabilisce espressamente che il nuovo assetto gestionale non dovrà pregiudicare alcun diritto del personale attualmente in servizio presso il Presidio – spiegano i rappresentanti sindacali della Fials che aggiungono: Devono pertanto essere fornite informazioni precise sugli eventuali effetti riguardanti l’Azienda di appartenenza, il rapporto di lavoro, la sede di servizio, le mansioni, gli incarichi, l’organizzazione delle attività, i turni, gli orari, l’eventuale mobilità e il trattamento giuridico ed economico. Chiedere questi chiarimenti non significa prefigurare conseguenze negative né sostenere che siano già state adottate decisioni definitive sul personale. Significa prevenire le incertezze e consentire a tutti di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza e serenità».

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione