Acqui Terme, Vannacci punta sul termalismo
Risorsa fondamentale per l'economia italiana
Acqui Terme -Il leader e fondatore di Futuro Nazionale ha nominato un responsabile nazionale per il termalismo. Si tratta di Umberto Fusco originario di Roccagorga in provincia di Latina.
Chi è il nuovo responsabile
Fusco, ex ufficiale dell’esercito ed ex senatore della Lega, si occupa di termalismo da quando era consigliere comunale a Viterbo. La nomina di un responsabile nazionale per il termalismo, costituisce una scelta strategia tenuto conto che il settore termale rappresenta un vero e proprio volano per l’economia nazionale.
Soddisfazione a livello locale
Soddisfazione per la nomina di Fusco è stata espressa da Evaldo Pavanello, coordinatore del Comitato AL 58 di Futuro Nazionale di Alessandria: «Siamo soddisfatti per questa importante nomina. Il nostro Paese è ricco di stazioni termali che vanno assolutamente riqualificate, in quanto rappresentano un vero e proprio motore per l’economia nazionale. La priorità, è quella che i progetti di rilancio vengano affidati a professionisti del settore e non al politico di turno che finisce solo per fare altri danni».
Le linee programmatiche
Tra le linee programmatiche, vi è quella dell’apertura di un dialogo diretto con chi è attualmente proprietario o gestisce strutture termali, per comprendere le esigenze di un comparto per molto tempo trascurato dalla politica e che necessita quindi di molta attenzione.
Terme pubbliche e private
Attualmente, le strutture termali italiane sono in mano pubblica e in alcuni casi, come ad esempio Acqui Terme, in mano ai privati. Vi è poi la grande partita delle concessioni minerarie per lo sfruttamento delle acque che sono pubbliche ma possono essere assegnate ai privati mediante concessioni come dovrebbe avvenire prossimamente ad Acqui Terme per le comcessioni già scadute.
Concessioni escluse dalla direttiva Bolkestein
Il settore termale in Italia è stato escluso dall’applicazione della direttiva europea Bolkestein grazie a una modifica introdotta dalla Legge di Bilancio. Questo comporta che le concessioni per l’estrazione e l’utilizzo delle acque termali non devono essere rinnovate tramite bandi di gara competitivi.
La battaglia di Federterme
Tale esclusione è arrivata nel 2018 grazie ad una battaglia legale e sindacale condotta da Federtermee per tutelare gli investimenti a lungo termine legati al termalismo. A differenza delle concessioni balneari, le terme godono quindi di una tutela specifica che riconosce la peculiarità mineraria e sanitaria delle risorse termali.