Montechiaro d’Acqui, Patto per il contrasto della violenza di genere
Salgono a 58 i Comuni aderenti
Montechiaro d’Acqui – Zonta Club Alessandria sta già programmando l’inserimento del Comune dell’acquese nei 16 giorni di mobilitazione mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne istituiti dalle Nazioni Unite nel periodo 25 Novembre-10 Dicembre di ogni anno.
Infatti, in occasione della XXV Fiera Regionale del Bue Grasso, il Comune di Montechiaro d’Acqui inaugurerà, Martedì 8 Dicembre, la panchina arancione. Un momento importante per la vita della comunità, che rinnoverà il suo gemellaggio con Aspremont, piccolo comune del Dipartimento delle Alpi Marittime a poco più di dieci chilometri da Nizza Marittima.
«Siamo riconoscenti al Comune di Montechiaro d’Acqui per l’adesione e per l’immediata collaborazione: i 16 giorni di mobilitazione rappresentano il culmine della campagna Zonta Says NO to violence Against Women, e la presenza del Comune francese consentirà di dare ulteriore valore per un impegno che non ha confini – spiega la presidente del Zonta Club Alessandria Nadia Biancato che aggiunge: I diritti delle donne sono diritti umani e ogni donna, in Italia, in Francia, ovunque nel mondo potrebbe esprimere tutto il suo potenziale se il proprio contesto di vita fosse libero da violenza, in qualsiasi sua forma».
L’installazione della panchina arancione
La panchina che sarà installata reca in bella evidenza il numero antiviolenza e stalcking 1522. Un numero che deve infondere fiducia: chiamarlo significa “chiedere aiuto” non denunciare. Un numero che mette in diretto contatto con il nostro centro antiviolenza, me.dea che ci ricorda come le richieste di aiuto siano in crescita, in particolare da parte delle giovani donne.
L’importanza dell’iniziativa
Iniziative come queste sono fari accesi su un problema enorme che crea in primis disagio, perché è difficile affrontarlo da sole. La panchina arancione sarà lì ad evidenziare che la comunità c’è ed è pronta ad aiutare, a non giudicare. «La panchina verrà installata soprattutto per far compiere una prima azione: riconoscere la violenza. Non si puo’ superarla se non la si conosce per quello che è -spiega Nadia Biancato.
Oggi, sembrerà strano, ma si tende a “minimizzare”, eppure leggere le chat di un telefonino senza consenso è già una forma di violenza, la prima di altre “limitazioni” da prevenire. La parola d’ordine del nostro Patto è proprio la prevenzione: confrontarsi su questi temi è fondamentale per aiutare donne e uomini di ogni età a recuperare “rispetto” per l’altro»