Cure inalatorie in Comune? «Garanzie per le lavoratrici licenziate»
La richiesta dei sindacati: «In questo modo la ripartenza delle cure inalatorie negli spazi comunali potrà avvenire nella piena professionalità e competenza».
ACQUI TERME – Mercoledì 29 ad Acqui Terme si è svolto un incontro tra il sindaco Danilo Rapetti, Silvia Tardito di FilCams Cgil e Francesco Rosati di UilTucs. Tema del confronto richiesto dai sindacati la possibile apertura di un centro per le cure termali nei locali di Palazzo Levi, progetto per cui da mesi sono in corso interlocuzioni tra l’amministrazione comunale e la Regione.
Per contribuire a un esito favorevole delle mediazioni sul nuovo centro inalatorio i segretari di FilCams Cgil e UilTucs chiedono la possibilità di partecipare «come parte attiva e propositiva» ai prossimi tavoli di lavoro con la Regione e l’Asl.
In vista del possibile avvio del ciclo di cure negli spazi comunali i sindacati chiedono inoltre garanzie sulla ricollocazione delle dipendenti dello stabilimento di via XX settembre licenziate lo scorso gennaio. «E’ intenzione condivisa dei sindacati e del Comune – si legge nella nota congiunta diramata da Palazzo Levi – di impegnare tutte le parti coinvolte a considerare, quale elemento di assoluto rilievo, il know how delle lavoratici che a causa della chiusura dello stabilimento Nuove Terme hanno perso il lavoro, in modo che la ripartenza delle cure inalatorie negli spazi del palazzo comunale possa avvenire nella piena professionalità e competenza».
Una linea di trattativa appoggiata anche dal sindaco Danilo Rapetti: «Le dipendenti delle Terme – osserva il primo cittadino – sono in grado di garantire fin da subito determinati standard di servizio. Visto l’impegno finora dimostrato dalla Regione con l’interlocuzione del consigliere regionale Marco Protopapa auspico che questa grave ferita per l’intero tessuto economico acquese possa rimarginarsi al più presto».