De Lorenzi, Roso e Trentini: «Rapetti evita domande scomode su Ia»
«Forse sarebbe il caso di dedicare meno tempo agli avatar e più tempo a rispondere ai consiglieri comunali, nel rispetto delle istituzioni»
ACQUI TERME – Dopo la comparsa su Facebook di un profilo a nome di Eva Statiella – l’assessora virtuale creata con l’intelligenza artificiale – di cui il sindaco Danilo Rapetti ha dichiarato di non esserne l’autore, e a seguito della mancata risposta entro i termini previsti dal regolamento del Consiglio comunale (ovvero 30 giorni) da parte del Sindaco all’interrogazione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in Comune, dai consiglieri di minoranza Carlo De Lorenzi, Franca Roso ed Elena Trentini giungono critiche sull’azione amministrativa nelle ultime settimane del primo cittadino acquese.
Chi ha portato Eva su Faceook?
Il sindaco Danilo Rapetti ha ammesso di non essere il creatore della nuova pagina Facebook di Eva Statiella, «e allora le domande diventano inevitabili: chi governa realmente questo progetto? Chi ne risponde? Chi controlla ciò che viene pubblicato?», si chiedono i tre consiglieri di minoranza.
«C’è poi un ulteriore elemento che merita di essere chiarito. Da quanto risulta, il dominio web collegato al progetto sarebbe stato registrato a nome di Danilo Rapetti e non del Comune di Acqui Terme. Se così fosse, non si tratterebbe di un dettaglio marginale. Quando un’iniziativa viene presentata come istituzionale, anche la sua identità digitale dovrebbe appartenere all’Ente pubblico, non a un soggetto privato. È un aspetto che contribuisce ad alimentare confusione su chi sia il reale titolare del progetto e su chi ne assuma le relative responsabilità. È singolare che chi voleva impartire lezioni di innovazione oggi si ritrovi a rincorrere un avatar che sembra essergli sfuggito di mano».
“Il sindaco teme le domande dell’opposizione”
Per Carlo De Lorenzi, Franco Roso ed Elena Trentini l’operazione “Eva Statiella” avrebbe ben poco del progetto ammnistrativo solido e trasparente di cui finora ha sempre parlato Danilo Rapetti, «L’impressione è che si sia privilegiata un’operazione di immagine, ma l’intelligenza artificiale non è un giocattolo da utilizzare per fare propaganda. È una tecnologia seria, che richiede competenze, regole, trasparenza, responsabilità e piena tracciabilità delle decisioni. Noi queste garanzie le avevamo chieste con una semplice interrogazione. Il Sindaco ha preferito il silenzio. Forse sarebbe il caso di dedicare meno tempo agli avatar e più tempo a rispondere ai consiglieri comunali, nel rispetto delle istituzioni, del Regolamento e dei cittadini. Perché un Sindaco che evita di rispondere alle interrogazioni della minoranza dimostra una cosa sola: teme molto più le domande vere che l’intelligenza artificiale».