Acqui riscopre Luigi Bistolfi, scultore dimenticato tra Brera, Roma e Villa Ottolenghi
La figura dell'artista acquese, spesso confusa con quella del casalese Leonardo Bistolfi, torna al centro dell'attenzione. Dalla formazione all'Accademia di Brera alle opere tra Acqui, Roma e Caprera, il percorso di uno scultore che lasciò un segno nell'arte italiana tra Otto e Novecento
ACQUI TERME – Uno scultore di grande talento, oggi poco conosciuto e spesso confuso con un omonimo ben più celebre. È la storia di Luigi Bistolfi, artista nato ad Acqui Terme il 18 giugno 1860. La cui produzione artistica merita di essere riscoperta per il contributo dato all’arte italiana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
La sua figura emerge anche attraverso il legame con Ferruccio Ferrazzi, impegnato a Villa Ottolenghi nella realizzazione delle decorazioni pittoriche e musive del mausoleo. Con il quale condivideva rapporti di amicizia e frequentazioni artistiche.
Il talento precoce e gli anni romani
A soli quattordici anni Luigi Bistolfi entrò all’Accademia di Belle Arti di Brera, distinguendosi rapidamente per le proprie qualità artistiche e ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 1880 si trasferì a Roma per completare la propria formazione. Nella capitale frequentò numerosi protagonisti della cultura e della politica dell’epoca. Tra cui gli acquesi Giuseppe Saracco, Giulio Monteverde, Giovanni Tarditi e Maggiorino Ferraris.
Pur vivendo stabilmente a Roma, mantenne un rapporto costante con il territorio d’origine. Ricevendo anche numerose commissioni dall’Acquese e dalla Valle Bormida.
Le opere tra Acqui, Spigno e Caprera
Tra i lavori realizzati per il territorio figura la lapide in marmo di Spigno Monferrato dedicata al passaggio di Carlo Alberto, diretto a Oporto dopo l’abdicazione in favore del figlio Vittorio Emanuele II. È inoltre autore del busto di Jona Ottolenghi, inaugurato nell’ex convento di San Francesco in occasione dell’apertura della prima Scuola d’Arti e Mestieri. Istituzione che avrebbe poi dato origine all’attuale Liceo Artistico Jona Ottolenghi.
Alla sua produzione appartiene anche il busto in gesso dell’esploratore Giacomo Bove. Oggi conservato all’Istituto Idrografico della Marina Militare di Genova. Nel suo studio romano di via Nicolò da Tolentino scolpì invece un monumentale busto in marmo di Giuseppe Garibaldi, destinato all’isola di Caprera e collocato nel 1883.
Un artista da riscoprire
Tra le opere attribuite a Luigi Bistolfi figura anche un raffinato busto in gesso dipinto della regina Margherita di Savoia. Oggi conservato nella Collezione Wolfson di Genova Nervi, testimonianza di uno stile che richiama la grande scultura simbolista italiana. Lo scultore lasciò anche un contributo teorico con la pubblicazione, nel 1904, del saggio “L’Ercole seduto”. Dedicato all’analisi e all’attribuzione della celebre statua oggi custodita nel Museo di Palazzo Altemps a Roma.
Luigi Bistolfi morì nella capitale il 30 aprile 1919. Lasciando un patrimonio artistico che ancora oggi contribuisce a raccontare il ruolo degli artisti acquesi nella cultura italiana tra Ottocento e Novecento.