Secondo invaso sul Bric Berton: via ai lavori (si spera) in autunno
Entro la fine dell'estate dovrebbe essere convocata la conferenza di servizi. Intanto il Comune di Ponzone ha già pronto il progetto "anti spreco" per il primo invaso
PONZONE – Dopo anni di stallo il progetto del secondo invaso sul Bric Berton sembra essere giunto a un punto di svolta.
«Entro la fine dell’estate – commenta Fabrizio Ivaldi, sindaco di Ponzone – dovrebbe essere convocata la conferenza di servizi. Speriamo che questa possa essere la volta buona per sbloccare questa situazione di paralisi operativa che dura da ormai troppo tempo. Con il secondo invaso sul Bric Berton risolveremmo il problema dell’approvvigionamento idrico non solo per Ponzone ma anche per gli altri comuni più a valle, ovvero Cartosio, Cavatore, Melazzo e Morbello». Se dalla Provincia arriverà l’ok definitivo al piano progettuale i lavori potrebbero prendere il via entro il prossimo autunno.
Due lotti di interventi
Dal Parco Faunistico dell’Appennino è già giunto l’ok alle modifiche richieste un paio di anni sulla base dell’incidenza dell’opera sulle specie animali e dal punto di vista naturalistico. I lavori saranno suddivisi in due diversi lotti: uno che riguarda la costruzione del nuovo invaso di fianco a quello già presente sul Bric Berton e l’altro che invece prevede la sistemazione e il potenziamento strutturale delle tubature che dal monte Beigua, da dove sgorga l’acqua di sorgente, giungono sino agli invasi.
Il piano economico elaborato nel 2016 da Amag Reti Idriche, oggi Sogeri, prevedeva un investimento complessivo di 1 milione e 200mila euro. Nel frattempo, però, i costi sarebbero lievitati a quasi due milioni per l’aumento dei prezzi dei materiali e a seguito di vari aggiornamenti progettuali che si sono resi necessari.
Sostenibilità energetica
Il sindaco Fabrizio Ivaldi, intanto, ha già pronto un progetto esecutivo definitivo per l’impermeabilizzazione dell’invaso già esistente, «in cui da anni sono presenti delle perdite», e per la sua successiva copertura. «Un piano operativo del valore complessivo di 130 mila euro che finanzieremo con i fondi che ogni anno ci vengono stanziati da Ato 6 (l’ente di governo d’ambito territoriale che gestisce le risorse idriche dell’Alessandrino, ndr) e che da tempo stiamo accantonando».
Un intervento che guarda anche alla sostenibilità energetica. «Per la copertura dell’invaso – aggiunge Ivaldi – utilizzeremo delle speciali sfere galleggianti in grado di immagazzinare energia solare così da garantire la sostenibilità energetica dei sistemi di pompaggio dell’impianto stesso».