Acqui, allarme ailanto: i cittadini chiedono un piano contro la pianta invasiva
L'ailanto continua a espandersi in diverse zone della città termale, soprattutto in zona Bagni. I residenti sollecitano Comune e istituzioni a rilanciare gli interventi di contenimento per tutelare biodiversità, marciapiedi ed edifici
ACQUI TERME – L’ailanto torna al centro delle preoccupazioni ad Acqui Terme. Sempre più cittadini segnalano la diffusione della pianta infestante in numerose aree della città. Chiedendo una ripresa delle iniziative di contrasto che negli anni scorsi avevano coinvolto anche scuole e popolazione. La specie, nota scientificamente come Ailanthus altissima, è originaria della Cina ed è considerata una delle piante esotiche invasive più problematiche presenti sul territorio italiano.
La situazione più critica viene segnalata nella zona Bagni, in particolare lungo la strada comunale che collega il centro congressi alla fonte dell’Acqua Marcia. Dove l’ailanto continua a espandersi rapidamente. Grazie alla crescita veloce e all’elevata capacità di adattamento, questa pianta riesce a colonizzare aree urbane e terreni incolti. Le sue radici possono insinuarsi nelle fessure di muri e marciapiedi, arrivando in alcuni casi a compromettere anche le fondazioni degli edifici.
Una specie invasiva difficile da eliminare
L’ailanto rappresenta una seria minaccia per l’ambiente anche per la sua straordinaria capacità riproduttiva. Ogni esemplare può produrre migliaia di semi ogni anno e propagarsi attraverso i polloni che nascono direttamente dall’apparato radicale. Inoltre, le foglie rilasciano sostanze che ostacolano lo sviluppo della vegetazione autoctona, riducendo la biodiversità.
Per questo motivo la Regione Piemonte ha inserito l’ailanto nella black list delle specie vegetali dannose per l’ambiente. Prevedendo quindi specifiche linee guida per il contenimento.
Il solo taglio non basta
Secondo gli esperti, il semplice abbattimento della pianta non rappresenta una soluzione efficace. Anzi, un taglio eseguito senza un trattamento adeguato può favorire una rapida ricrescita già dopo pochi mesi. Per contenere realmente la diffusione dell’ailanto è necessario ricorrere a interventi specifici. Come ad esempio il diserbo sistemico o la cercinatura, operazioni che devono essere eseguite da personale qualificato.
I residenti chiedono ora che il Comune torni a investire nella lotta contro questa specie invasiva. Rilanciando campagne informative e programmi di contenimento che in passato avevano coinvolto scuole, cittadini e operatori del verde. L’obiettivo è limitare l’espansione dell’ailanto prima che la sua presenza diventi ancora più difficile da gestire. Tutelando di conseguenza il patrimonio ambientale e urbano della città termale.