GAL Borba: “L’instabilità delle Unioni Montane mette a rischio i fondi europei”
Politica
Gian Luca Ferrise  
9 Luglio 2026
ore
11:13 Logo Newsguard
La preoccupazione

GAL Borba: “L’instabilità delle Unioni Montane mette a rischio i fondi europei”

Il presidente Gianmarco Bisio chiede alla Regione Piemonte una legge di riordino delle forme associative. «Serve stabilità amministrativa per garantire continuità ai finanziamenti e allo sviluppo dell'Appennino»

PONZONE – L’instabilità delle Unioni Montane rischia di compromettere la gestione dei fondi europei destinati ai territori rurali. A lanciare l’allarme è Gianmarco Bisio, presidente del GAL Borba. Che chiede alla Regione Piemonte un intervento normativo capace di garantire continuità amministrativa e finanziaria alle forme associative dei Comuni.

Secondo Bisio, la continua evoluzione della geografia istituzionale delle Unioni Montane rappresenta un elemento di forte criticità per la programmazione locale e per l’attuazione dei progetti finanziati nell’ambito del programma Leader 2023-2027.

Il caso Bosio e le ricadute sui finanziamenti

Tra gli esempi citati figura il Comune di Bosio, che dal 1° gennaio 2027 uscirà dall’Unione Montana Dal Tobbio al Colma per aderire a un’altra forma associativa. Una scelta che, spiega il presidente del GAL Borba, produce conseguenze immediate anche sul fronte dei finanziamenti europei. «Senza entrare nel merito delle legittime dinamiche politico-territoriali – afferma Bisio – è fondamentale evidenziare le ricadute che queste decisioni hanno sulla permanenza dei Comuni nel territorio del GAL e sulla continuità della programmazione».

In base ai regolamenti comunitari e allo statuto del GAL Borba, infatti, i contributi possono essere concessi soltanto ai beneficiari operanti nei Comuni rappresentati all’interno della compagine societaria. In caso di uscita dall’Unione Montana, il Comune deve quindi procedere all’acquisto diretto di una quota del GAL. Come? Attraverso specifiche procedure amministrative e notarili, per non perdere l’accesso ai bandi.

Meno abitanti, meno risorse

Alla questione amministrativa si aggiunge quella economica. «Con l’attuale sistema di riparto – sottolinea Bisio – la dotazione finanziaria viene calcolata anche sulla base della popolazione. La perdita di un solo Comune comporta quindi una riduzione immediata delle risorse assegnate al GAL».

Una diminuzione che rischia di incidere sulla gestione di una programmazione già avviata e con gran parte dei fondi impegnati a favore del territorio. Per il presidente del GAL Borba è ormai indispensabile una riforma delle Unioni Montane. «L’azione della Regione sul fronte dello sviluppo deve essere accompagnata da una legge di riordino. Che sia quindi capace di dare stabilità amministrativa e finanziaria agli enti associativi. Oggi siamo costretti a continui adeguamenti della compagine societaria, sottraendo tempo e risorse alla progettazione strategica».

Secondo Bisio, una maggiore stabilità consentirebbe di rafforzare la gestione dei servizi di area vasta. E, anche, migliorare la programmazione dei fondi europei e garantire maggiore solidità ai bilanci delle Unioni Montane. «Auspichiamo che la Regione Piemonte intervenga con una legge che metta fine a questa instabilità. Rafforzando definitivamente il tessuto pubblico e sociale dei territori rurali. Solo attraverso una governance stabile sarà possibile sostenere imprese, turismo e sviluppo economico dell’intero Appennino piemontese», conclude il presidente del GAL Borba.

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