Acqui, una croce bianca sulla pista. Aviosuperficie chiusa, resta la speranza
La croce bianca sulla pista dell'aviosuperficie acquese
Società
Gian Luca Ferrise   
24 Giugno 2026
ore
09:15 Logo Newsguard
La storia

Acqui, una croce bianca sulla pista. Aviosuperficie chiusa, resta la speranza

Posizionata la grande X che segnala la chiusura della struttura di Regione Barbato. Stop ai voli e anche alla scuola di parapendio. Il gestore: «Con la potatura degli alberi potremmo ripartire almeno con l’attività formativa»

ACQUI TERME – Non mettiamo la croce definitiva sull’aviosuperficie. Nei giorni scorsi è stata posizionata sulla testata della pista di regione Barbato una grande croce bianca a forma di X. Per chi non conosce le regole dell’aria potrebbe non significare nulla. Ma, per chi vola, la grande croce bianca – detta anche “di Sant’Andrea” – vista dall’alto di un velivolo significa che la struttura aeronautica è chiusa al traffico aereo. E, quindi, non si può più atterrare.

Questo, a seguito del mancato rinnovo del contratto di affitto di parte della striscia d’erba che fino a qualche mese costituita la pista di decollo e di atterraggio degli aerei. In particolare quelli dedicati al paracadutismo.

Lanci trasferiti

“L’attività dei lanci si è trasferita all’aeroporto di Novi Ligure. Come anche gli aerei che sono decollati per l’ultima volta dall’avio nelle scorse settimane”, spiega Agostino Gurrieri, presidente dell’Aeroclub Albatros e gestore dell’aviosuperficie. “Al momento non è possibile proseguire neanche con l’attività di scuola di volo per il parapendio. Anche se i circa 200 metri di pista lo consentirebbero. Ma, per permettere la prosecuzione dell’attività della scuola in tutta sicurezza, sarebbe necessario effettuare una radicale potatura degli alberi circostanti. In modo tale da rispettare la normativa aeronautica vigente”.

Gli alberi in argomento sono quelli che si trovano a poca distanza dalla pista ovvero nell’area del Piano insediamenti produttivi. Che però non è mai decollato. “Abbiamo chiesto al Comune si ci poteva venire incontro per procedere alla potatura degli alberi. Il che, avrebbe consentito di proseguire nell’attività della scuola di parapendio. Ma ciò ad oggi non è ancora stato fatto e quindi abbiamo dovuto interrompere qualche quest’ultima attività sportiva”.

L’idea di Salvatore

Un vero peccato, quello della chiusura dell’Aviosuperficie di Acqui Terme, voluta dall’allora amministrazione comunale guidata dall’avvocato Raffaello Salvatore. Un grande appassionato di aeronautica che aveva dotato la città termale di una propria struttura di tipo aeronautico con la possibilità di essere sfruttata anche per attività di soccorso e Protezione civile. Ma, soprattutto, con potenzialità uniche nel suo genere, tenuto conto che ha sempre destato interesse nel mondo del volo sia per attività sportiva che per attività commerciale.

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