Rapetti: «Comitato scientifico per l’Ia». Minoranza: «Mera mossa mediatica?»
Politica
Alessandro Francini  
21 Giugno 2026
ore
11:26 Logo Newsguard
Acqui Terme

Rapetti: «Comitato scientifico per l’Ia». Minoranza: «Mera mossa mediatica?»

L'opposizione presenta un'interrogazione per chiedere più chiarezza sul ruolo di Eva Statiella in Comune. Il gruppo Orgoglio Acquese: «È mancata la collegialità»

ACQUI TERME – Durante il Consiglio comunale di lunedì 15 ad Acqui Terme si è tornati a parlare dell’assessora “artificiale” Eva Statiella.

«Ho già spiegato – ha detto il sindaco Danilo Rapetti – che si tratta di una sperimentazione e che l’Ia non avrà alcun poter decisionale. Farà parte della giunta, ma non per la parte deliberante». Il primo cittadino acquese l’ha definita una sorta di «nomina metaforica», dando rassicurazioni anche in tema di privacy, «perché nessun dato sensibile sarà comunicato attraverso i canali dell’intelligenza artificiale a server esterni al Comune».

La sperimentazione non comporterà alcun costo per le casse comunali, «ma, anzi, potrà generare importanti ritorni economici per quanto riguarda la promozione online in ambito termale e turistico. Pensiamo solo a quanta risonanza ha avuto il nome di Acqui Terme sui quotidiani e sulle reti tv nazionali negli ultimi giorni».

Danilo Rapetti ha poi annunciato la prossima costituzione di un comitato tecnico, giuridico e scientifico: «Ho già avuto contatti con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che si è detta disponibile a far parte del comitato. Inoltre stanno partendo interlocuzioni con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il Garante della Privacy e con l’Agenzia per l’Italia Digitale. L’obiettivo è far sì che questo esperimento sia monitorato con metriche severe. Del comitato potranno far parte sia un componente della maggioranza e dell’opposizione».

I dubbi e le preoccupazioni della minoranza

In previsione della prossima seduta consiliare l’opposizione ha annunciato la presentazione di un’interrogazione che contiene 23 punti su cui Rapetti è chiamato a rispondere. «In una città come Acqui Terme – scrivono i consiglieri Carlo De Lorenzi, Franca Roso ed Elena Trentini – che presenta numerose criticità aperte tra cui la situazione del comparto termale, la sicurezza urbana, il decoro, la gestione dei servizi e le problematiche economiche e sociali, è necessario comprendere se tale iniziativa rappresenti una reale utilità per i cittadini o se rischi di diventare una mera operazione mediatica».

«L’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di un Comune – si legge nel documento firmato dai tre capigruppo di minoranza – non può essere trattato come una semplice iniziativa comunicativa o promozionale, ma deve essere inserito in quadro amministrativo tecnico, giuridico e organizzativo coerente con le indicazioni nazionali in materia di digitalizzazione pubblica».

La nota di Orgoglio Acquese

Sulla questione è intervenuto con un riflessione anche il gruppo consiliare di maggioranza Orgoglio Acquese: «Riconosciamo l’impatto mediatico di questo annuncio, che ha acceso i riflettori su Acqui Terme. Tuttavia – dichiarano i rappresentanti in Consiglio della lista a sostegno di Danilo Rapetti alle ultime Comunali – come forza di maggioranza da sempre vicina al territorio, riteniamo importante sottolineare che il successo di un’amministrazione si fonda prima di tutto sulla collegialità e sul confronto preventivo che però in questo caso sono mancati, essendone venuti a conoscenza, come tanti, solo dalle parole del Sindaco all’inaugurazione del Musav».

Accanto alla visibilità mediatica, il gruppo ci tiene a rimettere al centro il valore del lavoro quotidiano: «La tecnologia può essere un utile supporto, ma l’amministrazione reale di una città richiede soprattutto presenza, ascolto e soluzioni concrete. I bisogni quotidiani dei cittadini e la gestione delle deleghe sul campo restano il fulcro della nostra azione politica. Noi di “Orgoglio acquese” – conclude la nota – continuiamo e continueremo a svolgere con la massima dedizione e concretezza il mandato e le deleghe che ci sono stati affidati».

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