“Com’eri vestita?”, la mostra contro gli stereotipi sullo stupro
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Redazione  
20 Giugno 2026
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Alice Bel Colle

“Com’eri vestita?”, la mostra contro gli stereotipi sullo stupro

la mostra organizzata dallo Zonta Club aiuta a superare i pregiudizi che ancora persistono sulla violenza sessuale. Oggi ad Alice Bel Colle l'inaugurazione

ALICE BEL COLLE – Questa sera alle 18.15 nella sala della Confraternita (sotto la chiesa parrocchiale) di Alice Bel Colle si inaugura la mostra di Amnesty International e Libere Sinergie che aiuta a superare i pregiudizi che ancora persistono sulla violenza sessuale.

La mostra “Com’eri vestita?”, promossa e organizzata dallo Zonta Club di Alessandria in collaborazione con il Comune di Alice Bel Colle, sarà visitabile fino al 4 luglio.

Alice Bel Colle è uno dei cinquanta Comuni che fino ad ora hanno firmato “Patto per il contrasto della violenza di genere”.

La mostra propone 17 abbigliamenti che raccontano la storia di altrettante donne, di varia età, vittime di stupro. Alcuni degli abiti sono stati realizzati dagli studenti del corso moda dell’IIS Vinci Nervi Fermi Migliara di Alessandria durante l’anno scolastico appena terminato.

Una storia per ogni abito

Il vestito blu estivo, racconta l’epilogo di quella che era stata una bella serata: «Ero salita da lui dopo una bella serata passata insieme, volevamo conoscerci meglio e bere qualcosa. Era un tipo brillane e divertente. All’improvviso ha chiuso la porta a chiave e iniziato a insultarmi, mi ha sputato addosso. Ho reagito cercando di allontanarlo, l’ho pregato di lasciarmi andare, l’ho scongiurato di non farmi del male. Non mi ha ascoltata. Era estate, avevo un vestito blu».

L’abito da sposa presenta il dramma dei matrimoni precoci e forzati: sono 12 milioni le spose bambine alle quali ogni anno vengono negati i loro diritti umani.

Il vestito a fiori azzurri propone la storia di una quindicenne violentata da un amico di famiglia.

Gli abiti raccontano storie di violenza che quasi mai coinvolgono sconosciuti: il mostro è nel 60% dei casi un parente, un amico, una persona nota che tradisce la fiducia, umilia, agendo con premeditazione come nel caso della storia n.12 di questo percorso nell’orrore della violenza sessuale proposta in anteprima durante la conferenza stampa; la vittima indossava una maglia rossa e una gonna scozzese:

Mia madre mi lasciava spesso dagli zii la domenica pomeriggio così potevo giocare con mio cugino. Ma quel pomeriggio la zia non c’era e nemmeno mio cugino, ma lo zio disse alla mamma che erano su in casa. Avevo una bellissima gonna scozzese con un maglione rosso con i bottoni a forma di cuore. Mi hanno chiesto: COM’ERI VESTITA? Abbracciavi spesso lo zio? Tenevi le gambe composte quando giocavi? Non ho mai risposto. Mi sono sempre vergognata”.

Già in cinque comuni della provincia

La mostra parte dal progetto di ricerca di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e la formazione sessuale dell’Università del Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas e dal 2013 è stata presentata migliaia di volte: in Italia è giunta grazie all’Associazione Libere Sinergie che ne propone un adattamento al contesto socio-culturale del nostro Paese.

Dal 2024 grazie alla collaborazione con Amnesty International Piemonte gruppo 238 Torino, Zonta Club Alessandria propone la mostra in provincia di Alessandria: già esposta ad Alessandria, a Novi Ligure, Tortona, Castelnuovo Scriva e Vignole Borbera.

“Fare luce sul tema del consenso”

«L’idea alla base della mostra itinerante – commenta Nadia Biancato, presidente dello Zonta Club Alessandria – è quella di sensibilizzare i cittadini sul tema della violenza sulle donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti. Da qui il titolo emblematico ‘Com’eri vestita?’. La mostra vuol far riflettere sul diritto di ogni individuo all’integrità fisica e far luce sul tema del consenso, con lo scopo di diffondere la cultura del rispetto condiviso. Zonta Club Alessandria ringrazia l’amministrazione comunale di Alice Bel Colle per la collaborazione e l’ospitalità che offre a una installazione che racconta realtà quotidiane che devono essere eliminate perché ogni donna ha il diritto di esprimere tutto il suo potenziale, ma non può  farlo se vittima di violenza».

La mostra ha il patrocinio della Provincia di Alessandria e del centro antiviolenza me.dea ed è a disposizione dei Comuni per proseguire il percorso di sensibilizzazione sul consenso: collegata all’esposizione vi è infatti la campagna di Amnesty International #iolochiedo.

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