De Angelis: «L’assessore Riboldi risponda agli appelli sulle Terme»
Il consigliere provinciale trasmetterà un esposto alla Procura della Repubblica «affinché venga fatta piena chiarezza sulla sospensione delle prestazioni sanitarie»
ACQUI TERME – «I cittadini non hanno bisogno di influencer istituzionali, ma di amministratori che rispondano alle domande e risolvano i problemi».
È il duro attacco del consigliere comunale e provinciale Nicola De Angelis diretto all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi dopo le mancate risposte sulla sospensione delle cure termali ad Acqui Terme a seguito della chiusura, da parte della proprietà, dello stabilimento Nuove Terne.
«Ho più volte trasmesso formali richieste al Ministero della Salute e alla Regione per sapere quali iniziative siano state adottate per garantire la continuità delle cure. Ho anche inviato una diffida. A oggi, nessuna risposta sostanziale. La domanda è: chi sta tutelando i cittadini che avevano diritto a quelle cure?». Le cure termali fanno parte delle prestazioni comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea).
«Quando un cittadino non può accedere a una prestazione sanitaria essenziale, la politica ha il dovere di intervenire, non di voltarsi dall’altra parte. La Regione – aggiunge De Angelis – ha annunciato uno stanziamento di 750.000 euro in tre anni a sostegno del comparto sanitario termale acquese. Tale misura, però, rischia di rimanere un mero annuncio se non viene chiarito in che modo le prestazioni sanitarie potranno essere erogate».
Il consigliere provinciale del Partito Liberal Democratico trasmetterà un esposto alla Procura della Repubblica «e al Comando Provinciale dei Nas affinché venga fatta piena chiarezza sulla sospensione delle prestazioni sanitarie e sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto vigilare e garantire il diritto alle cure. La salute dei cittadini non può essere gestita a colpi di post Facebook o video su Instagram, come piace fare all’assessore Riboldi»