Da luglio al via la nuova stazione di posta all’ex hotel Garbarino
Sono alle fasi finali i lavori di restyling dell’ex hotel di viale Einaudi ad Acqui Terme. Diventerà housing sociale per Asca
ACQUI TERME – I lavori di restyling sono ormai alle battute conclusive. La ristrutturazione interna dell’ex albergo Garbarino di viale Einaudi ad Acqui Terme sarà completata entro il 30 giugno, come stabilito dalle linee guida indicate dal bando del Pnrr “Missione 5 – Inclusione e coesione’ del piano di investimenti europei.
In disuso da ormai diversi anni, l’edificio è stato acquistato nel 2024 da Asca, l’Associazione Socio Assistenziale dei Comuni dell’Acquese, per farne una stazione di posta con un servizio di housing sociale per le persone senza fissa dimora o in condizioni di forte marginalità. A tutto ciò vanno ad aggiungersi sei mini appartamenti destinati ad anziani “over 65” non autosufficienti e persone vulnerabili. Un progetto dalle finalità socio-assistenziali che Asca ha potuto realizzare grazie a un finanziamento di 1 milione e 150mila euro da contributi Pnrr. Il piano di riqualificazione dell’immobile ha preso il via a febbraio del 2025.
«A breve la domotica»
“Stazione di posta” è il nome che sarà assegnato alla nuova struttura di accoglienza. Il piano terra e un’ala del primo piano ospitano i locali della stazione di posta, tra i primo e il secondo piano, invece, gli alloggi per gli “over 65”.
«In questo momento – commenta Paola Cimmino, direttrice di Asca – sta per essere completato l’allestimento degli arredi. Dopodiché si passerà all’installazione della domotica per l’automatizzazione dei vari impianti. Questo secondo aspetto è molto importante perché è quello che ci consentirà di risparmiare risorse per la gestione delle persone che occuperanno i mini appartamenti». Gli alloggi – di cui due abitabili in coppia – sono in fase di assegnazione in queste settimane, «e alcuni contratti sono già stati firmati». Gli ospiti potranno fare il loro ingresso già dal mese di luglio.
«Non solo un riparo…»
La stazione di posta garantirà una prima accoglienza con servizi di bassa soglia a coloro che vivono in condizioni di estrema precarietà sociale e senza fissa dimora. Le persone di passaggio sul territorio acquese potranno usufruire di ospitalità notturna, servizio doccia, un refettorio e un fermo posta per la corrispondenza. Il fine della stazione di posta non è l’accoglienza a lungo termine, ma coloro che chiederanno riparo per più giorni verranno presi in carico dai servizi sociali per valutare un percorso di reinserimento sociale. A tal fine, al progetto collaborano il Centro per l’Impiego, la Caritas e il Centro di Ascolto.
«Gli alloggi per gli anziani “over 65” – aggiunge Paola Cimmino – sono invece destinati a persone che provengono da una situazione abitativa non più idonea per quelle che sono le loro difficoltà motorie o disabilità. In questa nuova realtà potranno mantenere una loro autonomia, al contempo affiancata da un’assistenza giornaliera garantita da personale qualificato».