Aree agricole di pregio, Protopapa: «I Comuni chiedono chiarezza»
L’interrogazione del consigliere regionale nasce da una richiesta del Comune di Acqui per il procedimento autorizzativo per l'impianto agrivoltaico in regione Madonnalta
TORINO – Nel corso della seduta odierna del Consiglio regionale è stata discussa un’interrogazione a risposta immediata presentata dal vicepresidente della Commissione III, Marco Protopapa, in merito all’applicazione del decreto-legge n. 175/2025 e ai criteri per l’individuazione delle aree agricole di elevato valore.
L’atto nasce da una richiesta formale del Comune di Acqui Terme, impegnato nella gestione di un procedimento autorizzativo per la realizzazione di un impianto agrivoltaico in regione Madonnalta, nei pressi dell’omonimo santuario. L’amministrazione comunale chiede alla Regione, quindi, chiarimenti sull’individuazione delle aree agricole di pregio in vista della prossima conferenza di servizi in programma il 23 luglio.
“Occorre intervenire in maniera celere”
La risposta della Giunta ha confermato l’esigenza di individuare criteri tecnici chiari, particolarmente necessari in questa fase transitoria.
«Si tratta di un lavoro importante e strutturato sul piano programmatorio – prosegue Protopapa – che va nella direzione di una pianificazione ordinata del territorio e dello sviluppo delle fonti rinnovabili. Tuttavia i tempi sono ormai stretti: la mancata definizione di criteri operativi sta generando incertezze che rischiano di creare difficoltà agli enti locali e ai procedimenti in corso. Resta aperto un punto essenziale: garantire ai Comuni indicazioni chiare e immediatamente utilizzabili nella gestione delle pratiche già avviate. È un tema che merita un ulteriore approfondimento in sede di Commissione».
“Bisogna coniugare lo sviluppo alla tutela del territorio”
Il caso si inserisce nel più ampio lavoro di riordino della disciplina regionale sulle energie rinnovabili e sulla tutela del suolo agricolo, in una fase di forte espansione dei procedimenti autorizzativi sul territorio.
“L’obiettivo condiviso – conclude Protopapa – deve essere quello di coniugare sviluppo e tutela del territorio, fornendo agli enti locali strumenti chiari, coerenti e immediatamente applicabili. Su questo tema è necessario intervenire rapidamente. Come ad Acqui Terme sono numerosi in Piemonte i casi che interessano terreni agricoli di particolare pregio, dove i territori chiedono risposte certe in tempi brevi. Il ritardo già accumulato dall’entrata in vigore del decreto-legge 175/2025 e l’inerzia registrata fino ad oggi rischiano infatti di compromettere i procedimenti in corso e di svuotare, almeno in parte, le tutele che il legislatore aveva previsto. Una situazione particolarmente delicata soprattutto laddove l’installazione di impianti in aree inopportune rischia di creare danni irreversibili all’ambiente, al paesaggio e al contesto rurale che fino ad oggi abbiamo sempre cercato di tutelare».