Petizione per la piscina, Rapetti: «Regione dirà cosa si può fare»
La piscina monumentale di Acqui Terme
Politica
Alessandro Francini  
13 Giugno 2026
ore
11:16 Logo Newsguard
Acqui Terme

Petizione per la piscina, Rapetti: «Regione dirà cosa si può fare»

Il sindaco termale ha risposto all'appello sull'esproprio lanciato dal Partito Socialista: «Mi rivolgerò anche a Cirio per capire cosa si può fare in base alle normative»

ACQUI TERME – Circa un mese fa il circolo del Partito Socialista acquese ha consegnato in Comune le oltre 2.500 firme raccolte per  chiedere al sindaco Danilo Rapetti di valutare un’azione legale e amministrativa, «non escluso l’esproprio per pubblica utilità o l’attivazione di poteri sostitutivi in danno alla proprietà», per le condizioni in cui versa la piscina monumentale di Acqui Terme.

In questi giorni è giunta la risposta del primo cittadino acquese, che ha voluto ringraziare il circolo del Partito Socialista «perché la raccolta firme ha rappresentato un encomiabile esercizio di democrazia, dando la possibilità alla popolazione di esprimersi su una questione di grande importanza». Rapetti, tuttavia, ha voluto precisare che, pur condividendone la preoccupazione «per l’aggravamento di decoro urbano dovuto alla mancanza di utilizzo», tale condizione non rappresenta un pericolo per la salute dei cittadini, «essendo le aree sorvegliate dagli enti preposti e dai servizi sanitari dell’Asl».

Il primo cittadino acquese ha comunque voluto rassicurare i firmatari della petizione. «Mi rivolgerò personalmente alla Regione Piemonte nelle persone dell’ingegner Angelo Robotto, direttore generale plenipotenziario, del consigliere regionale Marco Protopapa e del presidente Alberto Cirio. Vista la sensibilità mostrata dalla Regione e ribadita con le recenti misure economiche a favore del Polo Termale dell’Acquese, sono certo che non mancheranno opportune via volte alla ricostituzione del patrimonio acquese nella sua originaria veste pubblica, attraverso uno strumento che sia esproprio propriamente detto o adottando altri atti di natura contrattuale, in base alle esigenze normative che gli uffici delle competenze regionali sapranno individuare e che la politica, nella sua forma più alta, saprà indirizzare».

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