Sicurezza alimentare: Coldiretti Alessandria chiede trasparenza
Nei primi quattro mesi del 2026 registrato un aumento del 24% delle segnalazioni su prodotti importati. Coldiretti Alessandria rilancia la richiesta dell’obbligo di indicare l’origine degli alimenti
ACQUI – Nei primi quattro mesi del 2026 in Italia è stato registrato quasi un allarme alimentare al giorno legato a prodotti importati dall’estero. Secondo un’analisi di Coldiretti sui dati del sistema europeo di allerta rapido Rasff, le segnalazioni sono state 128, con un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Tra i casi rilevati figurano frutta secca contaminata da aflatossine, pesce con presenza di parassiti o livelli elevati di mercurio e prodotti ortofrutticoli contenenti residui di pesticidi oltre i limiti consentiti dalla normativa europea. Dati che, secondo Coldiretti Alessandria, confermano la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la filiera agroalimentare, a partire dai punti di ingresso delle merci nel Paese.
«La sicurezza alimentare non deve però fermarsi ai controlli. Occorre garantire ai cittadini il diritto di conoscere con chiarezza l’origine di ciò che acquistano e consumano», ha dichiarato il presidente di Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco, rilanciando la richiesta di introdurre l’obbligo dell’etichettatura di origine per tutti gli alimenti a livello europeo.
Secondo le rilevazioni Coldiretti-Censis, il 91% degli italiani considera fondamentale conoscere la provenienza dei prodotti acquistati. Un’esigenza che riguarda sia la tutela della salute sia il sostegno alle produzioni agricole nazionali.
«Difendere la sicurezza alimentare significa proteggere consumatori e imprese agricole», ha aggiunto il direttore di Coldiretti Alessandria, Elio Gasco, ricordando che in provincia circa l’80% dei Comuni ha già approvato una delibera a sostegno della modifica delle norme sull’origine dei prodotti agroalimentari.
Per Coldiretti Alessandria resta inoltre fondamentale investire nell’educazione alimentare delle nuove generazioni, promuovendo il consumo di prodotti italiani, locali e stagionali e valorizzando il ruolo della Dieta Mediterranea, anche per contrastare la diffusione dei cibi ultra-processati tra i più giovani.