Terme nega l’accesso alle strutture. Rapetti: «Presenteremo denuncia»
Economia
Alessandro Francini  
20 Maggio 2026
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09:42 Logo Newsguard
Acqui Terme

Terme nega l’accesso alle strutture. Rapetti: «Presenteremo denuncia»

Ieri mattina i funzionari regionali sono giunti in città per un sopralluogo all'interno degli stabilimenti, ma Pater ha ignorato l'ordinanza del sindaco Rapetti

ACQUI TERME – Porte chiuse al dialogo da parte di Terme di Acqui Spa, e non solo in senso metaforico.

Nella mattinata di ieri, martedì 19, i funzionari della Regione si sono presentati davanti al Grand Hotel in piazza Italia accompagnati dalla Polizia Locale e dai Carabinieri per un sopralluogo all’interno della struttura. Le porte dell’hotel e dell’attiguo stabilimento curativo Nuove Terme, tuttavia, sono rimaste sbarrate. La proprietà non ha consentito l’accesso richiesto dall’ordinanza emessa dal sindaco Danilo Rapetti «finalizzata a garantire l’accesso ai compendi termali a tutela dell’igiene e della sanità pubblica, della sicurezza dei luoghi e della salvaguardia della risorsa idrotermale». Oltre al Grand Hotel, l’ordine di accesso comprendeva anche gli stabilimenti Regina e Antiche Terme.

“Per ora nessun ingresso forzato”

«Nei confronti della proprietà delle Terme – ha commentato il sindaco Rapetti – verrà presentata una denuncia alla Procura della Repubblica, perché è stata disattesa un’ordinanza per la tutela della sanità pubblica. Abbiamo allertato le forze dell’ordine per un eventuale accesso forzato ma la Regione, almeno per questa volta, ha preferito evitare tale soluzione».

La richiesta d’accesso da parte della Regione è giunta non solo per verificare lo stato di conservazione delle strutture termali, ma anche in vista di una presa in carico delle pertinenze destinate alle cure termali. «L’acqua termale non è più di Alessandro Pater – afferma Danilo Rapetti – perché le concessioni sono scadute. In questo momento le varie parti in causa, ovvero Comune, Regione e azienda, stanno dimostrato con in fatti quali sono le proprie intenzioni. Comune e Regione vogliono fare il possibile per far ripartire il termalismo acquese, mentre Pater, a quanto pare, è deciso a non collaborare in questo senso».

Non è escluso che l’azienda possa presentare ricorso al Tar per contestare la legittimità dell’ordinanza sindacale. «La Regione – commenta il consigliere regionale Marco Protopapa, ex candidato sindaco ad Acqui Terme – andrà avanti comunque, perché intende ottenere il risultato prefissato, ovvero poter garantire alla città e ai pazienti il riavvio delle cure sanitarie. A questo punto le carte sono in tavola, e spetta ad Alessandro Pater decidere se collaborare o meno».

 

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