Acqui nel derby salvezza, Manno avverte: «Niente frenesia»
Mister Malvicino, probabilmente per la prima volta nell’arco dell’annata, avrà l’intera rosa a disposizione. «Arrivare in equilibrio a ridosso del 90'»
ACQUI TERME – Per salvarsi c’è un unico risultato a disposizione, ma non bisogna farsi condizionare dalla smania di risolvere le cose in fretta e furia.
L’Acqui prepara il derby salvezza di domenica al ‘Geirino’ (inizio ore 16) con un po’ di comprensibile ansia – la posta in palio è effettivamente elevatissima – ma anche con tante consapevolezze. «I ragazzi si stanno allenando bene – evidenzia il direttore sportivo, Andrea Manno – e mister Malvicino, probabilmente per la prima volta nell’arco dell’annata, avrà l’intera rosa a disposizione. Il messaggio che sto cercando di trasferire alla squadra è chiaro: è vero, bisogna vincere, ma non dobbiamo pensare di farlo necessariamente nei primi minuti. Lo dice la storia, anche recentissima, di questo genere di partite».
L’esempio della serie D
Il riferimento di Manno è a quanto avvenuto domenica scorsa, in occasione dei playout di serie D, con vittoria e relativa salvezza ottenuta dalle squadre chiamate a giocare fuori casa. Esattamente come succederà all’Acqui domenica. «Le vittorie di Gozzano, a Tortona, e di Asti, a Cairo Montenotte, ci dicono che la pazienza rappresenta la virtù dei forti. Il nostro primo obiettivo deve essere arrivare in equilibrio a ridosso del novantesimo: se poi la gara non si dovesse sbloccare, avremmo un’altra mini-partita della durata di mezzora per provare a farcela».
Ipotizzare come andrà non è possibile, ma Manno ha una convinzione piuttosto netta. «Tattica e tecnica incideranno, ma a fare la differenza saranno altri aspetti, quali cuore, atteggiamento e capacità di interpretare nella maniera corretta i vari momenti del match».
Nella lunga carriera di calciatore, Manno ha giocato un solo spareggio salvezza. «A Novi, contro il Castellazzo, all’inizio del mio percorso come giocatore. Andò bene, ma non si possono fare paragoni, anche il regolamento era completamente diverso. Sono uguali, invece, le sensazioni che si vivono in momenti simili: ai ragazzi lo dico continuamente, se dovessimo farcela sarebbe come vincere un campionato, forse anche meglio».
Chiusura con una considerazione sull’Ovadese. «Squadra guidata benissimo da un tecnico che conosco e che mi ha allenato nell’ultimo anno di carriera. Carosio ha valori tecnici, ma anche morali, esattamente come il ‘nostro’ Malvicino. Il campo, come sempre, sarà l’unico e inappellabile giudice».